Fontari, la stagione ripartirà con la vecchia seggiovia

7 Settembre 2014

L’AQUILA. Nuova stagione, vecchio impianto. Sul Gran Sasso si tornerà a sciare utilizzando l’attuale seggiovia delle Fontari, sulla quale stanno per essere completati i lavori di manutenzione. Non...

L’AQUILA. Nuova stagione, vecchio impianto. Sul Gran Sasso si tornerà a sciare utilizzando l’attuale seggiovia delle Fontari, sulla quale stanno per essere completati i lavori di manutenzione. Non dovrebbero esserci problemi sul fronte della sicurezza, così assicura il direttore della stazione sciistica di Campo Imperatore Marco Cordeschi. Ma resta il rimpianto per lo stop al nuovo progetto fermato dalle polemiche e dalle due osservazioni presentate per quel che riguarda l’impatto ambientale. I lavori per sostituire le Fontari sarebbero dovuti partire a luglio, con i 6 milioni già stanziati, una volta chiusa la gara europea a cui hanno risposto due ditte. Lunedì si terrà in Comune un summit, alla presenza del sindaco Massimo Cialente, del vicepresidente della Regione Giovanni Lolli e dei vertici del Centro turistico del Gran Sasso, per fare il punto della situazione sul piano di rilancio della montagna aquilana. «Il grosso dei lavori di manutenzione alla vecchia seggiovia è stato fatto», spiega Cordeschi, «e per la fine di ottobre verrà effettuato il consueto sopralluogo dell’Ustif. Resta il rammarico per tutta la scia di polemiche innescate, a mio parere, su questioni infondate dal punto di vista tecnico. L’attuale seggiovia delle Fontari è obsoleta, e questo potrebbe non garantire la regolarità del servizio, ma quello che non deve mancare è la totale sicurezza per i fruitori, che va assolutamente assicurata, con tutti gli interventi necessari». Intanto non sembra aver avuto successo la partenza in anticipo della campagna abbonamenti: «Di solito il boom delle vendite c’è all’inizio di novembre», aggiunge Cordeschi, «in coincidenza con le prime nevicate. Quest’anno, stando alle previsioni dei meteorologi inglesi, l’ inverno sarà rigido e ricco di neve».

Romana Scopano

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