«Forcona, sì al progetto integrato»

25 Febbraio 2018

De Paolis (ex consigliere comunale): «Tunnel per garantire la sicurezza dell’area archeologica»

L’AQUILA. «Il dibattito in corso sul recupero della cattedrale di San Massimo d’Aveia vicina ai resti della città romana di Forcona è comunque interessante al di là delle posizioni di merito». Lo scrive in una nota Tonino De Paolis, ex consigliere comunale e residente a Bagno. Era stato proprio De Paolis a lanciare, un po’ provocatoriamente, l’idea di ricostruire l’antica cattedrale di Forcona per farne la chiesa parrocchiale di Civita di Bagno.
Le reazioni che sono seguite hanno certificato due fatti precisi: il primo è che ricostruire l’antica cattedrale presenterebbe problemi enormi dal punto di vista sia delle modalità di restauro di ciò che è rimasto e sia delle eventuali aggiunte “contemporanee” (una questione evidenziata, in particolare, dal docente universitario di Archeologia medioevale professor Fabio Redi).
Il secondo è che comunque l'area archeologica che gravita intorno a Civita di Bagno – a cui si aggiungono alcune perle ambientali di assoluto rilievo – va valorizzata con un progetto mirato e che la cosa va fatta adesso che un po’ di soldi si potrebbero recuperare o chissà quando ci sarà un’altra occasione.
«L’idea di fondo è quella della necessità di una progettazione integrata di tutta l’area», scrive De Paolis, «che veda il recupero totale o parziale della cattedrale, e la realizzazione di un tunnel sotto la strada statale 5 bis che colleghi in tutta sicurezza l’area della cattedrale con l’area archeologica di Forcona e villa Oliva. Ovviamente, in questa prospettiva, va ricostruita la chiesa “moderna”, il tutto in una visione d’insieme che fino a oggi ci è sfuggita. Mi auguro che, dopo le elezioni, si possa aprire un serio confronto con la Soprintendenza, la Curia e il Comune, la comunità scientifica e le istituzioni locali». De Paolis fa riferimento alla chiesa parrocchiale di San Raniero costruita quasi 90 anni fa e danneggiata dal sisma del 2009. L’edificio sacro va abbattuto e ricostruito e i fondi per farlo ci sono. Inoltre stanno per terminare i lavori alla canonica. Per uno di quei misteri che ruotano intorno alla rinascita della città e delle frazioni, a Civita di Bagno è stata ricostruita prima la canonica che la chiesa, in assenza, peraltro, di un progetto complessivo su tutta l’area che comprende anche l’ex cimitero (ci sono ancora tre tombe da spostare), sulla quale area potrebbe nascere uno spazio pubblico (una sorta di piazza) che inglobi la vecchia cattedrale e la nuova chiesa. De Paolis propone anche un passaggio pedonale sotto la strada statale 5 bis, in modo da collegare la piazza e le due chiese con l’area archeologica di Forcona (città romana), Villa Oliva, il lago di San Raniero e quello di San Giovanni, più in alto. Un insieme di bellezze storico-ambientali unico a cinque minuti di macchina dal capoluogo. De Paolis suggerisce quindi un tavolo istituzionale per un primo confronto su queste tematiche.
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