Forno crematorio, chiesta riunione di tutti i sindaci

18 Gennaio 2017

Il primo cittadino di Villa Sant’Angelo: «Questione che va oltre San Demetrio Bisogna cercare di coinvolgere gli amministratori della Valle Subequana»

SAN DEMETRIO NE’ VESTINI. Una riunione tra tutti i sindaci del comprensorio «per valutare attentamente il progetto del forno crematorio, che dovrebbe essere realizzato all’interno del cimitero di San Demetrio». L’incontro allargato è stato chiesto dal sindaco di Villa Sant’Angelo Domenico Nardis, nel corso dell’iniziativa promossa dal comitato “San Demetrio per l’ambiente”. Secondo Nardis «come per altri servizi, a cui i comuni della Valle Subequana stanno lavorando in sinergia, sarebbe auspicabile discutere insieme di un progetto che andrà a impattare sull’intero territorio». Si allarga, intanto, il fronte del no. In paese sono aumentati gli striscioni esposti contro la realizzazione del tempio crematorio, mentre prosegue la raccolta di firme volta a bloccare l’iniziativa. Si pensa anche a un referendum «per dare ai cittadini la facoltà di esprimersi». Intanto, nel corso dell’assemblea aperta organizzata dal comitato “San Demetrio per l’ambiente”, è stato posto l’accento «sulle problematiche legate all’impatto ambientale e al rischio per la salute pubblica, che un simile impianto potrebbe provocare». Roberto Ranalli, responsabile dell’associazione Medici per l’ambiente della provincia dell’Aquila, nel suo intervento ha sottolineato come «non esista attualmente alcun filtro, in commercio, per bloccare le polveri sottili PM 2,5, che vengono immesse nell’aria». Il presidente del comitato Paolo Minazzi ha illustrato i punti essenziali della protesta, ribaditi in una lettera che verrà consegnata, nei prossimi giorni, alla popolazione.

«Il comitato si fa portavoce della maggioranza dei sandemetrani», si legge nella nota, «contrari alla realizzazione di un forno crematorio che, per una durata ancora non specificata, dovrebbe bruciare salme, resti mortali, parti anatomiche riconoscibili, feti e prodotti del concepimento. Diciamo no al forno perché in Italia e in Abruzzo non esiste una normativa specifica su tali impianti, che sono spesso associati agli inceneritori. L’esigenza di ampliamento del cimitero può trovare altre soluzioni come un project financing in cui coinvolgere le ditte locali, per la concessione di servizi cimiteriali, che non prevedano il forno crematorio».

Decisioni troppo importanti, le definisce il comitato, per non coinvolgere l’intera cittadinanza.

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