Forte Spagnolo, il mammut sarà visitabile entro l’anno

19 Febbraio 2021

In dirittura d’arrivo il completamento dei lavori per il primo lotto da 14 milioni L’obiettivo della riapertura totale è fissato al 2023: corsa per altri finanziamenti

L’AQUILA. L’obiettivo è il 2023: potrebbe essere questa, salvo imprevisti, la data di riapertura del Castello cinquecentesco. Tra le possenti mura del Forte spagnolo e le impalcature di metallo, vanno avanti incessantemente i lavori di consolidamento e restauro, che hanno preso il via nel 2012, e si avvicina la fine del primo lotto (costato 14 milioni di euro), prevista per novembre. Intanto, è già sul tavolo del Cipe la richiesta di finanziamento degli ulteriori due lotti di lavori, per un importo totale di 26 milioni. «La speranza è che questi soldi possano arrivare subito», rivela l’architetto Patrizia Tomassetti, responsabile unico del procedimento (rup) per conto del Segretariato regionale ai beni culturali (stazione appaltante delle opere). «Se così fosse, sarebbe possibile chiudere il cantiere in due anni».
PRIMO LOTTO. L’architetto nei giorni scorsi, ha fatto un sopralluogo sul cantiere, la cui direzione dei lavori è affidata ad Antonio Di Stefano, soprintendente ad interim, proprio per verificarne lo stato di avanzamento. «Sono a buon punto tutte le lavorazioni strutturali e soprattutto quelle più problematiche. Il Castello infatti, oltre ai danni del 2009, ha subìto gravi danni anche con il sisma 2016, tanto che abbiamo dovuto cambiare i piani in corso d’opera», spiega Tomassetti. «È terminato l’intervento più complesso, che ha interessato i pilastri del loggiato al piano terra, disassati a causa di un fenomeno di ribaltamento dovuto al sisma. Questi pilastri sono stati smontati uno alla volta e rimontati per essere rimessi in asse. Un intervento particolarmente complesso sotto il profilo tecnico». Anche il piano sopraelevato ha subìto importanti opere: tra le altre lavorazioni, la realizzazione di una trave reticolare piatta, direttamente in cantiere, che ripartisce il carico delle tensioni a supporto delle catene inserite nella muratura. «Nel complesso», spiega l’architetto, «questo primo lotto sta seguendo il cronoprogramma e terminerà a novembre».
SECONDO E TERZO LOTTO. Prima ancora della fine delle opere in corso, il Segretariato regionale ha già inviato la richiesta al Cipe di finanziamento di ulteriori due lotti. «Mi hanno rassicurato sul fatto che dovrebbero arrivare nei tempi stabiliti, il plico è sulla scrivania del Cipe ed è in programma una riunione operativa con il nuovo segretario regionale, Nicola Macrì. Sono moderatamente ottimista a riguardo», continua Tomassetti. «Potremo così partire immediatamente con i due lotti successivi e concludere tutto in due anni, nel 2023, in modo da riallestire il museo. Abbiamo già individuato l’impresa e i progettisti che si occuperanno delle opere: è tutto pronto per partire anche con i prossimi lotti, sono già stati fatti tutti i contratti, non dovremo fare neanche una gara. Bisognerà solamente chiudere il progetto esecutivo, il cui importo è previsto nel finanziamento». Mentre nella prima fase di lavori è stata consolidata la zona del Castello che prima del 2009 era occupata dagli uffici, a sinistra rispetto all’ingresso principale, i prossimi lavori dovranno occuparsi soprattutto del corpo di fabbrica antistante, ma anche delle finiture e degli impianti. RIAPRE IL MAMMUT. «Una volta completato il primo lotto, da fine anno, dunque, si potrà pensare anche a organizzare qualche visita guidata per far vedere il cantiere», conclude il rup. «Si può ragionare anche sulla riapertura di una sala dedicata al mammut, sempre in modo saltuario, non stabile. Ci sono tavoli aperti con la Soprintendenza e la direttrice del Munda per fare in modo che gli aquilani possano almeno rimettere piede nel Castello. Si tratterà, tuttavia, di aperture sporadiche e non continuative, anche per motivi di sicurezza». La fortezza, con il nuovo museo nazionale d’Abruzzo, potrà essere completamente fruibile solo una volta completati tutti i lavori.
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