Forza e bellezza nello sport calistenico

4 Maggio 2018

Il 9 giugno in città i giovani raccolgono la sfida partita dall’antica Grecia con esercizi a corpo libero

L’AQUILA. Lo sport calistenico: il 9 giugno, all’Auditorium del Parco del Castello, sbarca una “sfida” venuta all’Aquila direttamente dall’antica Grecia.
Calisthenics: uno sport che negli ultimi anni sta coinvolgendo molti ragazzi e ragazze e sta aumentando la propria popolarità in tutto il mondo.
Il termine deriva da due parole greche: kalòs (bellezza) e sthenos (forza). Lo scopo di questa attività consiste nel raggiungimento di alcune skills, ovvero abilità che richiedono forza e/o equilibrio.
Ma di cosa si tratta? il calisthenics è un insieme di esercizi a corpo libero, ovvero senza l’utilizzo di alcun tipo di macchinario.
Ogni tipo di sforzo a cui l’atleta si sottopone, infatti, scaturisce semplicemente dal proprio peso corporeo: qui, a differenza della pesistica, l’atleta non si serve di un protocollo di allenamento basato sul sollevamento pesi o sull'utilizzo di macchinari: il “calisthenico” sfida esclusivamente se stesso e la gravità.
La disciplina presenta numerose caratteristiche in comune con la ginnastica artistica e l’acrobatica e per questo motivo nel tempo si è sempre faticato a darne una definizione precisa e articolata.
I movimenti dinamici o isometrici richiesti non sono altro che leve di terzo tipo, ovvero “svantaggiose”, in cui la forza applicata richiesta è maggiore della forza resistente.
Il calisthenics si articola, inoltre, in due rami: l’acrobatica e l’allenamento di esercizi base con sovraccarico.
L’acrobatica, o più comunemente chiamata “freestyle”, è la parte più spettacolare, dove si combinano forme statiche con movimenti esplosivi, acrobatici appunto, o rotazioni che danno alla sequenza più dinamicità e forza scenica, consentendo all’atleta di esprimere se stesso.
L’allenamento con sovraccarico consiste, invece, nell’eseguire esercizi base (trazioni, dip, piegamenti e squat) con l’aggiunta di peso per incrementare la difficoltà dell’esercizio.
Un vantaggio di questo sport è la sua praticabilità in ambienti domestici o in parchi pubblici, senza la necessità di una palestra.
Varie organizzazioni di tutto il mondo hanno incominciato a organizzare tornei e meeting al fine di dare vita a momenti di aggregazione in cui gli atleti possano confrontarsi e divertirsi nell’ambito di una sana competizione.
Proprio nella nostra città si terrà il 9 giugno un torneo di calisthenics nei pressi dell’Auditorium progettato da Renzo Piano, organizzato dal gruppo aquilano “BarBrothersAQ”.
Il torneo è aperto a chiunque voglia partecipare.
Per maggiori informazioni si può vedere l’evento “Over the top volume 2” su Facebook.
Una buona ragione per intervenire, anche come semplici spettatori? Il calisthenics è molto di più di un puro esercizio tecnico: è ogni sensazione, brivido, fitta di dolore, lacrima versata perché l’allenamento non è stato soddisfacente, ogni urlo di gioia o di dolore, ogni infortunio, ogni momento di pura follia, ogni ripetizione, ogni compagno che cerca di spronarti a suon di “insulti” e frasi motivazionali, ogni grammo di magnesite tra le unghie, ogni chilo aggiunto alla zavorra, ogni callo che ormai logora le nostre mani.
Questo è il calisthenics, quello vero, quello che ogni santo giorno noi “fratelli di sbarra” viviamo insieme, nella trazione e nel dip, nel piegamento e nello squat.
«L'unico giorno facile era ieri».
Simone De Benedictis
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