Forza Italia esce, stop al consiglio Ma ora arriva Gasparri a mediare

8 Dicembre 2023

D’Angelo lascia l’aula e fa cadere il numero legale durante la discussione sul progetto di Porta Barete È atteso lunedì in città il senatore del partito azzurro per ricucire lo strappo con il sindaco Biondi

L’AQUILA. L’atto di rottura si è consumato al punto dell’ordine del giorno dedicato al progetto di riqualificazione di Porta Barete. Quando il neoconsigliere comunale di Forza Italia Daniele D’Angelo ha abbandonato l’aula. Gelando la maggioranza del sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi. Che già contava quattro assenti, tutti in qualche modo giustificati da ragioni di salute o di lavoro: Alessandro Maccarone, Livio Vittorini, Stefano Flamini e Maria Luisa Ianni (di Forza Italia anche lei). Tra i banchi della maggioranza sono quindi rimasti solo in 15, mentre il numero minimo è fissato a 16. L’opposizione è uscita, il segretario generale ha ricontato i presenti certificando la caduta del numero legale, al presidente Roberto Santangelo non è rimasto altro che chiudere la seduta del consiglio comunale. Per la seconda volta in meno di un mese.
Se il 15 novembre sembrava però una casualità, questa volta il resto della maggioranza lo ha preso, appunto, come un atto di rottura. Anche se Forza Italia non lo ha rivendicato ufficialmente. Immediatamente si è tenuta una riunione di maggioranza nell’ufficio di Santangelo, dove sarebbero volate parole forti contro i forzisti.
Del resto la tregua accordata tra Forza Italia e Fratelli d’Italia scadeva con la fine del congresso provinciale di quest’ultimo partito, andato in scena domenica scorsa. E ora la vicenda dello strappo tra forzisti e Biondi sembra poter assumere dimensioni nazionali. Secondo fonti tra gli azzurri, infatti, sarebbe stato investito della questione direttamente il senatore Maurizio Gasparri, nome di alto livello e responsabile nazionale degli enti locali per il partito fondato da Silvio Berlusconi. Gasparri è atteso all’Aquila nella giornata di lunedì per incontrare i vertici locali forzisti e fare il punto su una vicenda che mette a rischio la coalizione di centrodestra alle porte delle elezioni regionali. Lo scontro è sempre sullo stesso punto: Forza Italia chiede un riequilibrio con un rimpasto di giunta che faccia riacquisire un assessore al partito, il sindaco dice no.
Nel frattempo l’opposizione torna all’attacco. «A distanza di pochi giorni dall’ultima volta, la seduta del consiglio comunale è stata di nuovo sciolta per mancanza di numero legale a causa di una maggioranza sempre più spesso divisa e litigiosa, in cui serpeggiano veti reciproci che si inaspriscono con l’avvicinarsi delle elezioni regionali», si legge nella nota congiunta firmata dai consiglieri di minoranza Stefano Albano, Stefano Palumbo, Stefania Pezzopane, Elia Serpetti, Alessandro Tomassoni, Massimo Scimia, Emanuela Iorio, Simona Giannangeli, Lorenzo Rotellini, Enrico Verini, Paolo Romano e Gianni Padovani. «Il sospetto però è che in questa occasione ci sia stata anche una defezione sui molteplici dubbi che porta con sé la delibera su Porta Barete, in realtà un atto che sembrerebbe stipulare semplicemente un patto con un imprenditore cittadino. Neppure la presenza del sindaco, che l’assise civica non ha praticamente mai il piacere di avere in aula, è servita a serrare i ranghi di un centrodestra spappolato e che oggi ha dimostrato ancora una volta di essere composto da consiglieri disinteressati alla città da un lato, e da consiglieri animati dal perseguimento dei propri obiettivi politici dall’altro».
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