Forza Italia, Fusco coordinatore cittadino

19 Giugno 2020

I propositi del medico: «Ho accettato l’incarico a condizione di avere con me gente motivata» 

SULMONA. Il coordinatore regionale gli ha affidato il delicato compito di riportare Forza Italia agli antichi splendori. Lui ha accettato a una condizione: «Vicino a me non accetterò i soliti servi sciocchi, voglio gente motivata che deve credere fermamente in quello che andremo a fare». Lorenzo Fusco, medico odontoiatra, una vita trascorsa in Forza Italia, è il nuovo coordinatore cittadino degli azzurri. «Ho deciso di tornare in campo, dopo una pausa, perché amo fare politica e amo da uomo libero il confronto e il dialogo», sottolinea Fusco, che in passato ha ricoperto il ruolo di capogruppo consiliare e poi di assessore della giunta guidata dal sindaco Fabio Federico. «E ce la metterò tutta per riportare Forza Italia a essere una forza politica di primo piano dopo che qualcuno l’ha disintegrata. Qui a Sulmona di Forza Italia non esiste più nulla», prosegue Fusco.
«L’ultimo addio è stato quello del consigliere comunale Elisabetta Bianchi, che, eletta con i nostri voti e sotto il simbolo di Forza Italia, è passata a Fratelli d’Italia con una decisione tutta personale». Ma in questi ultimi tempi a Forza Italia è venuto a mancare soprattutto l’impegno di uomini politici di primo piano come l’ex coordinatore regionale Luigi La Civita, tra i fondatori dei primi club forzisti a Sulmona e candidato sindaco quando vinse le elezioni Peppino Ranalli, tra loro ex compagni di scuola, Antonella Di Nino, sindaco di Pratola e lo stesso Antonio Menchinelli, giovanissimo coordinatore nominato tre anni fa a cui erano state affidate le sorti di rinascita del partito. «Abbiamo dato anche tre deputati alla città», incalza Fusco, «ma con scarsi risultati. Qualche domanda allora dobbiamo farcela, cercando un minimo di risposta: la politica non si fa arroccandosi, standosene da parte, ma dialogando e condividendo scelte e decisioni». Ora il primo compito di Fusco sarà quello di ricomporre un direttivo, ritrovare persone pronte a fare attività. «Ora ci si deve rimboccare le maniche per costruire un progetto, mettendoci tanta buona volontà e grande entusiasmo», conclude Fusco, «soprattutto in questo momento di grande difficoltà per le aziende e le famiglie. Oggi Sulmona è una città troppo mortificata».
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