Fossa, il borgo riparte da una chiesa

2 Aprile 2011

Santa Maria ad Cryptas, il consolidamento evita il crollo degli affreschi

FOSSA. Il villaggio "San Lorenzo" di Fossa nato dopo il sisma è come la copertina di un libro di storia. Basta abbassare o alzare lo sguardo e in lontananza si leggono le vicende millenarie del territorio di Fossa, Ocre e della valle dell'Aterno: la necropoli vestina, le tracce della romana Aveia, i conventi di Santo Spirito e Sant'Angelo d'Ocre, il castello di Ocre, il borgo di Fossa col maniero medioevale. Quasi al centro del paesaggio una scatola bianca: è il cantiere per il restauro di Santa Maria ad Cryptas.

Santa Maria ad Cryptas a Fossa non è una chiesa qualsiasi. E' uno scrigno d'arte che racchiude affreschi che vanno dalla metà del 1200 fino a tutto il XV secolo. Il terremoto del sei aprile non l'ha buttata giù anche grazie, dicono oggi gli esperti, al rifacimento del tetto effettuato anni fa. Il primo intervento, fatto dopo il sisma con la collaborazione dei vigili del fuoco, è stato quello del puntellamento. Ma il rischio più grosso ha riguardato proprio gli affreschi. La scossa del 6 aprile aveva infatti creato uno scollamento fra l'intonaco sul quale "a fresco" avevano lavorato gli artisti nelle varie epoche storiche e la muratura posteriore. E' giunto quindi come una manna dal cielo un primo finanziamento, di circa 300.000 euro, messo a disposizione dalla Capgemini Italia, una società che ha 1800 dipendenti e la casa madre in Francia.

L'azienda si è rivolta alla Curia, al Comune di Fossa, al commissario per i beni culturali Luciano Marchetti, alla Soprintendenza e, tutti insieme, hanno deciso il tipo di intervento da fare.
Ieri nel corso prima di una conferenza stampa (che si è svolta al nuovo villaggio San Lorenzo) e poi di una visita guidata al cantiere, gli architetti Marco Porfiri e Paola Brunori hanno illustrato le modalità della prima fase dei lavori. Con delle siringhe (quasi uguali a quelle usate in medicina) i restauratori hanno inserito, dalla parte anteriore, una malta speciale che ha riempito gli spazi fra l'intonaco e la muratura. Un lavoro durato mesi, fatto con l'attenzione di un vero e proprio intervento chirurgico. Sulla muratura esterna gli operai specializzati della ditta Iciet Engineering di Teramo hanno fatto lo stesso lavoro, riempiendo e consolidando gli spazi vuoti che c'erano fra le pietre, alcuni preesistenti al terremoto, altri creati dalla scossa. Il danno più grave rilevato è stato quello all'angolo destro in alto (entrando) dove un pezzo di muro è venuto giù e si è trascinato una parte di affresco. I ezzi dipinti sono stati recuperati ma "ricostituire" l'immagine non sarà operazione semplice.

Questo primo intervento, è stato spiegato ieri, ha evitato il crollo di altri affreschi (quelli dove lo scollamento era maggiore), cosa che avrebbe rappresentato un danno artistico enorme e forse irreparabile. La chiesa di Santa Maria ad Cryptas è oggi ancora ingabbiata all'esterno mentre all'interno i ponteggi nascondono quasi totalmente le figure bibliche (sia del vecchio che del nuovo testamento). E questo perché la Capgemini ha annunciato un ulteriore finanziamento che completerà ristrutturazione e messa in sicurezza dell'intero edificio sacro. Poi ci vorrà un ulteriore sforzo economico per il restauro degli affreschi - che sono comunque in discrete condizioni - e quindi la riapertura al pubbico della chiesa.

Alla conferenza stampa di ieri hanno preso parte il parroco di Fossa don Gaetano Chibueze Anyanwu, il sindaco Luigi Calvisi che ha parlato di «grande soddisfazione per l'intervento alla nostra chiesa», don Luigi Maria Epicoco vicario episcopale per i beni culturali, l'arcivescovo Giuseppe Molinari e Maurizio Mondani amministratore delegato di Capgemini Italia. «La Chiesa Santa Maria ad Cryptas - ha sottolineato Molinari - rappresenta un punto di riferimento per la nostra comunità religiosa. Ringraziamo Capgemini per l'impegno e per la concretezza dei risultati ottenuti». «Il successo degli interventi nella Chiesa - ha dichiarato invece Maurizio Mondani - evidenzia le potenzialità della sinergia tra impegno pubblico e privato». Per don Luigi Maria Epicoco proprio a Fossa possono essere rintracciate le origini della spiritualità aquilana «è qui infatti» ha detto «che venne martirizzato San Massimo d'Aveia, a cui è dedicata la cattedrale dell'Aquila».

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