Fra’ Tommaso, il giallo del codice
Sforza presenta un esposto: «Va sequestrato, l’arrivo a New York è dubbio»
CELANO. Si tinge di giallo il ritrovamento del codice relativo a uno scritto originale di Tommaso da Celano del XIII secolo e riguardante una inedita vita intermedia di San Francesco d’Assisi. Scatta una denuncia di Gianvincenzo Sforza, celanese, membro della Deputazione di storia patria. Secondo Sforza, che si è presentato nella caserma dei carabinieri, il codice sarebbe stato trafugato illecitamente.
Secondo André Vauchez specialista della storia della santità medievale, il manoscritto rappresenta la scoperta storico-letteraria più importante del secolo corrente. La vendita del manoscritto è stata fatta dalla casa d’asta Galleria Les Enltunineurs di New York che ha curato anche il catalogo di questa vendita.
«Ritengo che l’arrivo a New York del manoscritto sia illecito», afferma Sforza, «in quanto come accertato dallo storico era nascosto in un convento del Centro Italia, ma la provenienza precisa, è ancora dubbia. Inoltre, ritengo che le leggi in materia di tutela del patrimonio culturale, in tutte le sue forme, vietino al detentore del bene, a qualsiasi titolo, l’esportazione all’estero senza darne comunicazione alle autorità. Inoltre, la casa d’asta deve dichiarare per legge la provenienza; mentre chi acquista deve verificare la lecita provenienza del bene. Trattandosi di un documento di estrema importanza per la storia d'Italia, visto che tratta del suo patrono, San Francesco d’Assisi, e di un documento inedito e sconosciuto che potrebbe gettare una nuova luce sulle vicende francescane, andava proposto l’acquisto allo Stato italiano. Sporgo per quanto dichiarato la presente denuncia nei confronti di ignoti e chiedo che il codice manoscritto venga posto sotto sequestro cautelativo ovunque si trovi».
Secondo Sforza «è possibile che il manoscritto sia stato trafugato dal convento di Valdevarri, frazione di Sante Marie, dove Tommaso da Celano dimorava nell’epoca in cui il manoscritto è stato realizzato oppure, in periodo successivo, a Tagliacozzo dove il materiale legato a Tommaso da Celano fu portato a seguito della chiusura del convento di Valdevarri». (p.g.)
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