Fracassi, un commiato con polemica

31 Gennaio 2019

«Fusione con Teramo inevitabile». Oggi la formalizzazione in assemblea, voterà contro o si asterrà chi ha sostenuto Famà

L’AQUILA. I progetti realizzati, il sisma, le liti interne e i contenziosi, la fusione con Teramo. Un ragionamento a tutto tondo quello che il presidente degli industriali dell’Aquila, Marco Fracassi, ha voluto fare ieri nella sala della presidenza della sede di Confindustria, a Pile, alla vigilia del passaggio del testimone con Riccardo Podda, responsabile risorse umane dello stabilimento Thales Alenia Space dell’Aquila.
Al termine dei suoi 4 anni di mandato, Fracassi ha voluto mettere a posto due o tre concetti «fuorviati dalla stampa» e togliersi anche qualche sassolino dalle scarpe, soprattutto nei confronti di chi, negli ultimi tempi, lo ha apostrofato come “accentratore”.
«Confindustria è solida e patrimonializzata. Durante il mio mandato mi sono concentrato sui progetti: per esempio il road-show sulla internazionalizzazione, l’industria 4.0 (e sanità 4.0)», ha detto Fracassi, affiancato dal neo-direttore degli industriali dell’Aquila Francesco De Bartolomeis. E poi: «Il progetto di formazione Comtech, in collaborazione con Unindustria Lazio. Abbiamo, inoltre, portato nelle aziende esperti di digitalizzazione».
L’ex presidente ha rivendicato poi la paternità di Innovation hub, ricordando anche gli importanti passi avanti fatti nel campo del credito (con Italconfidi) e dell’energia, con Unica Energia. E naturalmente, il capitolo sisma: «Il tessuto imprenditoriale della provincia ha svolto un ruolo attivo, anche se resta da risolvere la spada di Damocle della restituzione delle tasse sospese nel post-sisma». È il tema della fusione con Teramo, che ha fornito a Fracassi l'occasione per mettere qualche tassello al suo posto. La fusione con la consorella teramana, più volte rimandata, mal vista da una parte del mondo industriale aquilano, ha avuto l’ok a novembre «con il 75% dei votanti che ha detto sì alla fusione», ha ribadito. Percentuale su cui pesa, però, la grandezza delle imprese votanti: più è grande l’impresa, più voti è in grado di esprimere, anche se un numero maggiore di piccole imprese dovesse esprimersi per il contrario (stesso meccanismo vale per l’elezione del presidente). «La fusione resta un passaggio obbligato», ha detto con forza Fracassi, «L’Aquila e Teramo, da soli, contano poco, ci dobbiamo rafforzare tra territori e non arroccarci». Per Fracassi «non c’è stata mai la guerra dentro all’Associazione, bensì diversi punti di vista, che si sono acuiti nel momento in cui si è cercato di realizzare la fusione». Ma c’è chi continua a ritenere Fracassi il “colpevole” delle spaccature all'interno degli industriali. Intanto oggi dovrebbe essere il giorno del nuovo presidente. Podda è stato designato dal consiglio direttivo e l’ufficializzazione della nomina dovrebbe avvenire oggi, con l’elezione formale, nel corso dell’assemblea dei soci di Confindustria (ha suscitato qualche alzata di spalle l’augurio del sindaco Pierluigi Biondi, affidato a un comunicato). Ma voterà contro, o si asterrà, il gruppo che ha sostenuto Fabrizio Famà, della LFoundry.
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