Framiva, c’è una speranza per i 60 lavoratori bloccati
I sindacati: «Pronta all’acquisto un’azienda che già opera nel sito di Bazzano Il tribunale decida subito sulla riconsegna dello stabilimento alla curatela Otefal»
L’AQUILA . I sindacati sollecitano la riconsegna del sito di Bazzano al curatore fallimentare. Nella lunga e complicata vertenza della ex Otefal, oggi Framiva, arriva l’appello di Fim, Fiom e Uilm, che chiedono al tribunale dell’Aquila di pronunciarsi con urgenza sulla proprietà dello stabilimento.
In ballo c’è la possibilità che un’azienda già operante all’interno dell’immobile acquisisca la fabbrica, specializzata in laminati, e la faccia ripartire, dando nuova speranza ai 60 lavoratori, la cui cassa integrazione scade il 24 luglio. Il punto della situazione è stato fatto durante il tavolo convocato all’Emiciclo dal consigliere regionale Americo Di Benedetto, con la partecipazione del curatore dell’ex Otefal Omero Martella. «Il giudice delegato del tribunale», spiegano Giampaolo Biondi della Fim, Elvira De Sanctis della Fiom e Clara Ciuca della Uilm, «ha prima emesso un provvedimento di rilascio esecutivo (la Framiva in sostanza deve riconsegnare lo stabilimento alla curatela ex Otefal) e poi ha fatto un provvedimento di sospensione, probabilmente in attesa di conoscere l’esito dell’udienza del tribunale di Busto Arsizio riguardante la richiesta di concordato da parte della Framiva (il tribunale di Busto Arsizio ha richiesto ulteriori integrazioni alla domanda di concordato da depositare entro il termine del 23 marzo)».
La vicenda rischia dunque di trascinarsi: «Siamo preoccupati per il prolungarsi della tempistica», continuano i sindacati, «e ricordiamo che il sito di Bazzano, a seguito della sentenza del tribunale dell’Aquila di riconsegna alla curatela Otefal, si slega dalla vicenda Framiva di concordato e che più passa il tempo e più lo stabilimento e i macchinari perdono di valore e di funzionalità. Inoltre, ci è stata rappresentata la disponibilità di un’azienda, che già opera in affitto all’interno del sito e che aveva partecipato alla gara, di acquisire gli stabilimenti e reintegrare le maestranze, soluzione che potrebbe dare immediata continuità produttiva a garanzia dei salari e della dignità delle lavoratrici e dei lavoratori e delle loro famiglie». Fim, Fiom e Uil sottolineano che «attualmente i 60 lavoratori percepiscono la cassa integrazione straordinaria di 700/800 euro al mese fino al 24 luglio, incontrando enormi difficoltà, per cui nell’interesse comune di preservare i posti di lavoro nel nostro territorio e cercare una soluzione per le 60 famiglie prima della scadenza di luglio, auspichiamo la riconsegna in tempi brevi dello stabilimento per poter procedere con le verifiche delle opportunità di una ripresa immediata».
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