Framiva, la vertenza sul tavolo del prefetto

L’AQUILA. Approda in prefettura la vertenza dei 60 lavoratori della Framiva. Dopo il fallimento dell’azienda di Varese, i sindacati hanno richiesto l’attivazione di un tavolo istituzionale, che è...
L’AQUILA. Approda in prefettura la vertenza dei 60 lavoratori della Framiva. Dopo il fallimento dell’azienda di Varese, i sindacati hanno richiesto l’attivazione di un tavolo istituzionale, che è stato convocato per il 6 agosto alle 12. Parteciperanno, oltre ai segretari di Fim, Fiom e Uilm, il curatore fallimentare della Framiva Giovanni Cremona e quello dell’ex Otefal Omero Martella. Tra i nodi da sciogliere in merito al futuro lavorativo dei 60 operai, che stanno ricevendo le lettere di licenziamento e accederanno alla Naspi, l’indennità di disoccupazione, anche quello relativo al contenzioso sulla proprietà dello stabilimento di Bazzano, in atto tra la Framiva e il curatore fallimentare dell’ex Otefal.
«In quel tavolo», spiega il segretario della Fim Giampaolo Biondi, «cercheremo di capire quali sono le strade migliori, e percorribili, per salvaguardare i lavoratori, sia sotto l’aspetto salariale, che sulla possibilità di un proseguo dell’attività produttiva. In questa fase», sottolinea Biondi, «è importante accelerare le procedure e arrivare ad una definizione del contenzioso, in modo che il sito possa essere riconsegnato al curatore fallimentare Omero Martella. Solo così si potranno valutare eventuali manifestazioni di interesse per la ripresa industriale e il ricollocamento del personale». La Framiva è stata dichiarata fallita dal tribunale di Busto Arsizio una settimana fa: l’azienda con sede a Varese aveva richiesto il concordato preventivo, che è stato respinto. La fabbrica di Bazzano, specializzata nella lavorazione dei laminati e fondata dalla famiglia Pozzoli, era stata rilevata nel 2015, alla quinta asta fallimentare, dopo una breve gestione da parte di una società siriana. Ma l'acquisizione non è stata ancora completata e mancherebbe l'ultima rata di 2 milioni e 700mila euro.
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