Frana minaccia l’abbazia Il Cam: «Presto i lavori»

19 Gennaio 2018

CAPPADOCIA. Una frana minaccia l’antica abbazia di Sant’Egidio Abate a Verrecchie di Cappadocia. Il luogo di culto risale al XII secolo ed è indicato anche in una bolla del 1188 a firma di Clemente...

CAPPADOCIA. Una frana minaccia l’antica abbazia di Sant’Egidio Abate a Verrecchie di Cappadocia. Il luogo di culto risale al XII secolo ed è indicato anche in una bolla del 1188 a firma di Clemente III. Uno scrigno per i fedeli e non solo. Ieri mattina i tecnici del Consorzio acquedottistico marsicano hanno eseguito un sopralluogo, visto che lo smottamento ha avuto origine da una copiosa perdita d’acqua, e hanno garantito interventi per la messa in sicurezza dell’area.
Sul caso è intervenuto anche il sindaco di Cappadocia, Lorenzo Lorenzin. La prima segnalazione, secondo il primo cittadino, risale al 22 dicembre scorso. «Il rischio che si corre», precisa Lorenzin, «consiste non solo nel fatto che il movimento franoso si avvicina pericolosamente alla chiesa, ma soprattutto che, essendo posto a monte dell’abitato della frazione, potrebbe interessare parte dello stesso. Di conseguenza, abbiamo prima provveduto a transennare l’area e a interdire l’accesso con apposita ordinanza, poi abbiamo effettuato continui controlli per verificare lo sviluppo della frana, quindi abbiamo allertato sia la Difesa del suolo che il Genio vivile della Regione, la Soprintendenza e la prefettura. Ma soprattutto il Consorzio acquedottistico marsicano, proprietario della condotta idrica. In particolare, questa mattina (ieri per chi legge, ndr) ho avuto un colloquio con la presidente del Cam, la quale mi ha rassicurato dicendomi di avere disposto l’intervento immediato. Attendo fiducioso un intervento della Difesa del suolo e del Genio civile della Regione Abruzzo competenti per tali tipologie di eventi. Nei prossimi giorni saranno effettuati altri sopralluoghi nella zona per monitorare la consistenza del rischio».
Il terreno è sprofondato di circa due metri e il movimento franoso si estende per almeno venti metri. Leo Corsini, dirigente tecnico del Consorzio acquedottistico marsicano che ieri ha eseguito l’ispezione sul posto, frena l’allarme. «La chiesa non è interessata in alcun modo», afferma Corsini, «si tratta di un piccolo smottamento dovuto alle precipitazioni eccessive di fine dicembre. E ha contribuito una perdita in un tratto di tubazione che va al serbatoio. Tutto il terreno era impregnato e poi c’è stato il ruscellamento superficiale. Tecnicamente parlando, però, il movimento non è allarmante. Da quindici giorni stiamo seguendo l’evolversi della situazione. L’intervento è stato già progettato ed entro un paio di settimane lo metteremo in atto. La difficoltà maggiore è arrivare nella zona con i mezzi. È prevista la messa in sicurezza di tutta l’area e il ripristino dello stato dei luoghi con l’installazione di gabbioni a secco».
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