Franco Marinangeli, primario di Anestesia e Rianimazione: «Elicotteri, 35 interventi senza alcuna criticità»

Stasera a “Dentro L’A notizia” (ore 20, canale 10) l’intervista a Marinangeli.
«I mezzi arrivati sono sicuri, siamo stati frenati dalla carenza nazionale di piloti»
L’AQUILA
Trentacinque interventi effettuati senza problemi per i pazienti, due elicotteri meno potenti rispetto al passato, ma considerati sicuri, una gara andata deserta anche per la carenza di piloti sul mercato nazionale. E adesso una riorganizzazione che punta a rafforzare l’intero sistema dell’emergenza sanitaria abruzzese. Sono alcuni dei temi che saranno affrontati stasera, alle 20, a “Dentro L’A Notizia”, il programma di approfondimento in onda su Rete8, canale 10, condotto da Stefano Dascoli. Ospite il professor Franco Marinangeli, primario di Anestesia e Rianimazione, direttore del Dipartimento Emergenza-Urgenza, referente regionale maxi emergenze e responsabile del servizio di elisoccorso, chiamato a fare chiarezza su una vicenda che da settimane alimenta polemiche e interrogativi, soprattutto sulla sicurezza degli interventi in montagna e sulle modalità di affidamento del servizio. Il caso è quello del passaggio da Avincis a Elitaliana, dopo due gare andate deserte e il successivo affidamento attraverso una procedura negoziata. Una vicenda sulla quale è tornato a intervenire il consigliere regionale del Partito democratico Pierpaolo Pietrucci, che ha chiesto alla Regione di chiarire le ragioni delle scelte compiute, i costi sostenuti e le conseguenze operative del nuovo assetto. Marinangeli parte dalle cause della situazione che si è venuta a creare. «Il motivo per cui abbiamo avuto i problemi è legato meramente a una problematica amministrativa», spiega, facendo riferimento alla gara regionale andata deserta. Ma aggiunge un elemento: la difficoltà nel reperire piloti. «C'è un problema nazionale di mancanza di piloti per gli elicotteri». Una criticità che, secondo il professore, aveva interessato anche Avincis, a causa delle modifiche normative relative al numero massimo di ore di volo consentite agli equipaggi. Da qui il ricorso temporaneo a mezzi diversi da quelli utilizzati in precedenza. Una soluzione che Marinangeli definisce «una fase obbligata», determinata dalla disponibilità sul mercato. E sulla sicurezza interviene con una precisazione netta: «I due mezzi erano sicuri, sono due mezzi sicuri», pur riconoscendo che erano meno potenti e meno spaziosi dei precedenti. A sostegno della sua valutazione porta i dati dell'attività svolta: «A oggi hanno fatto 35 interventi senza nessun problema». E aggiunge che nessun paziente, nel periodo di utilizzo, avrebbe subìto carenze nella gestione sanitaria. Nel frattempo la situazione è cambiata. Alla base dell'Aquila è stato destinato un AW169, più performante, mentre a Pescara opera un AW109. Marinangeli sottolinea che entrambi sono dotati di verricello e possono quindi effettuare operazioni di recupero nelle zone impervie.
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