Fraterna Tau, la demolizione può attendere

Approvata la proposta di De Santis (Idv) sulla revisione dell’ordine di abbattimento del complesso
L’AQUILA. Il Comune ci ripensa: l’ordine di demolizione della Fraterna Tau va rivisto. In attesa del pronunciamento definitivo da parte del Tar, che ha sospeso l’atto dirigenziale con cui è stato disposto lo smantellamento del complesso formato da chiesa di San Bernardino, mensa dei poveri e centro sociale, il consiglio comunale ha ingranato una parziale retromarcia. Con la sola astensione della Lega, infatti, è stata approvata la mozione proposta da Lelio De Santis (Cambiare Insieme-Idv) che impone il riesame del provvedimento di abbattimento delle strutture realizzate nel dopo terremoto 2009. Il complesso risulterebbe abusivo in quanto non ne sarebbe stata chiesta la proroga dell’autorizzazione alla scadenza del primo termine fissato dall’amministrazione e valido d’ufficio per tutte le costruzioni provvisorie installate nella fase successiva al sisma. Per questo, dunque, gli uffici del Comune ne hanno disposto la demolizione. De Santis, però, in aula ha ricordato che il problema non riguarda solo la Fraterna Tau. «Ci sono circa cinquemila casette allestite in quel periodo e autorizzate dalla cosiddetta delibera 58», spiega, «e di queste almeno duemila sono state costruite senza neppure inviare una comunicazione all’ente». È paradossale, secondo il rappresentante dell’opposizione, che nel quadro generale di irregolarità degli immobili in questione, sia proprio la Fraterna Tau la prima a essere presa di mira, con l rischio di affossare le attività sociali gestite nel complesso. «La politica deve valutare gli atti nel suo complesso», evidenzia De Santis, «e in questo caso è mancato del tutto il buon senso». Nella seduta consiliare di ieri, dunque, le sue argomentazioni hanno fatto breccia anche nelle file della maggioranza e così la mozione che impegna sindaco e giunta a riconsiderare l’ordine di demolizione ha ricevuto il via libera. (g.d.m.)
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