Frode sui rimborsi sanitari, undici indagati

Presunte irregolarità sugli interventi chirurgici: danno all’Asl di oltre 2 milioni. Coinvolte tre strutture
AVEZZANO. Una presunta frode sui rimborsi sanitari, da 2 milioni 651mila euro, ai danni dell’Asl 1 e della Regione Abruzzo. È questa l’accusa mossa dalla Procura di Avezzano nei confronti di amministratori e dirigenti medici di tre case di cura private. L’operazione della Finanza, a conclusione delle indagini preliminari, ha portato all’emissione di 11 avvisi di garanzia tra la Marsica, L’Aquila e Roma, con accuse che vanno dalla truffa in concorso al falso. I finanzieri hanno passato al setaccio decine di cartelle cliniche di pazienti operati tra il 2016 e il 2020. Secondo la tesi accusatoria, tutta da dimostrare, le strutture inducevano in errore i funzionari Asl preposti alla liquidazione delle richieste di rimborso per interventi alla colonna vertebrale che sono in convenzione con il Servizio sanitario nazionale. Questo, sempre secondo l’accusa, permetteva di arrecare un danno all’Asl 1 e alla Regione a causa di «un ingiusto profitto» alle cliniche per un totale di 2 milioni 651mila euro. Secondo il procuratore Maurizio Maria Cerrato, titolare dell’inchiesta, la presunta frode consisteva nel produrre false attestazioni su alcuni interventi svolti in convenzione, facendo risultare interventi di artrodesi vertebrale, pur avendo effettuato in realtà «operazioni chirurgiche di natura diversa e meno complesse» e quindi che avrebbero ottenuto «un rimborso inferiore rispetto a quello effettivamente richiesto e liquidato». In particolare, la maggior parte della somma contestata dalla Procura (2 milioni 131mila euro per un totale di 272 rimborsi) riguarda la clinica Ini di Canistro. Indagati, a vario titolo, risultano Nadia Proietti, presidente del Cda e rappresentante legale di Ini, Cristopher Simone Faroni, consigliere d’amministrazione, Antonella Tiberi, direttore sanitario fino al 31 gennaio 2019, Giampiero Orsini, che l’aveva sostituita dal primo febbraio 2019, Nadia Valente, direttore del reparto di chirurgia ortopedica. Alla clinica Villa Letizia dell’Aquila viene contestata una somma di 452mila euro per relativi 104 rimborsi. Sotto indagine sono finiti Enrico Vittorini, rappresentante legale, Francesco Pucci, direttore sanitario, e Sandro Luziatelli, direttore del reparto di ortopedia. Un’accusa, se pur marginale nell’inchiesta, viene riservata alla clinica Di Lorenzo di Avezzano a cui è stato contestato un solo rimborso per un intervento del 2016 e sette ottenuti nel 2020, per 59mila euro. Di conseguenza sono finiti sotto indagine la rappresentante legale, Lucia Di Lorenzo, il direttore sanitario Angelo Petroni, e il direttore dell’Area chirurgica, Pasquale Simone. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Vincenzo Retico, Antonio Milo, Luigi De Meis e Leonardo Casciere. (p.g.)
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