Frontale sulla superstrada, due vittime

23 Dicembre 2023

Ennesimo schianto: muoiono Patrizio Margani, 39enne del posto, e Antonio Alonzi, carabiniere di 65 anni. Grave una donna

BALSORANO. Sono da poco passate le 19.30 quando sulla superstrada del Liri si consuma l’ennesima tragedia. Uno scontro frontale. Violento, brutale. E il solito drammatico epilogo: altri morti, altro sangue, stavolta a due giorni dal Natale. A perdere la vita sono Patrizio Margani, 39 anni di Balsorano, e Antonio Alonzi, 65 anni di Tivoli, carabiniere in pensione. Ricoverata in gravissime condizioni all’ospedale di Sora M.R., 57 anni di Roma, la donna che viaggiava in auto con Alonzi. L’incidente è avvenuto nei pressi dello stabilimento della Cartularia, a pochi metri dalla stazione ferroviaria di Balsorano. In appena un anno sono sette le persone morte sulla superstrada del Liri: prima di Margani e Alonzi, i fratelli Massimo ed Emanuele Nicoletti, 41 e 27 anni di Balsorano; Alessio Tuzi, 30 anni, la fidanzata Iris De Vincenzi, di 26, e Alessandro Muscedere, 18 anni, vittime della strage di Fontechiari (Frosinone) dello scorso 27 settembre. Una lunga scia di sangue, che non sembra vedere la fine.
LE VITTIME
La vittima abruzzese è Patrizio Margani, residente a Balsorano Vecchio. Il 39enne è il fratello di Annunziata, assessore del Comune di Balsorano. L’uomo era un allevatore e lavorava insieme al padre, le altre sorelle sono invece titolari di un negozio di alimentari in paese. Una famiglia conosciuta e stimata da tutti. Margani lascia la compagna e tre figli, avuti da due relazioni diverse. L’uomo era a bordo della sua Fiat Punto grigia quando ha impattato frontalmente contro la Ford Fiesta sulla quale viaggiavano Alonzi e la donna. Un impatto drammatico, che è avvenuto a pochi chilometri dal punto in cui, lo scorso 4 febbraio, persero la vita i fratelli Nicoletti, anche loro di Balsorano. Per Margani non c’è stato scampo: inutili tutti i soccorsi. Alonzi è stato invece trasportato all’ospedale della Santissima Trinità di Sora ma è spirato poco dopo. Era un carabiniere in pensione, viveva a Sora ma era originario di Tivoli. Resta ricoverata in gravi condizioni la donna di 57 anni: i medici non hanno ancora sciolto la prognosi. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del distaccamento di Avezzano, i carabinieri della stazione di Balsorano e l’Ares 118 di Sora. La strada è rimasta chiusa per consentire alle forze dell’ordine di eseguire tutti i rilievi del caso.
balsorano sotto choc
Sotto choc la comunità di Balsorano per l’ennesima tragedia in superstrada. «Patrizio era un grande lavoratore», commentano alcuni residenti dopo aver appreso la notizia. Il padre era molto conosciuto per la sua attività di allevatore e agricoltore. Patrizio aveva scelto di seguire le sue orme ed era anche lui molto apprezzato nella comunità. Lascia tre figli e una compagna, anche lei di Balsorano. Un dramma a poche ore dal Natale.
la sicurezza
La nuova tragedia torna ad alimentare il dibattito sulla sicurezza della superstrada del Liri, che collega Avezzano a Sora. Sono sette le vittime soltanto nell’ultimo anno, diciotto se si allarga l’orizzonte temporale. Ma gli incidenti – anche quelli più lievi – sono all’ordine del giorno e quasi a nulla è servita l’installazione degli autovelox in alcuni tratti: i 55 chilometri della superstrada continuano a mietere vittime. La questione è dibattuta da anni: alla scarsa sicurezza dell’arteria si sono interessati i sindaci della Valle Roveto e anche le istituzioni locali e regionali ma nulla è stato fatto. Il progetto del raddoppio della superstrada – avanzato dalla Regione Abruzzo lo scorso anno – è ancora fermo al palo. Per ora Palazzo Silone ha ribadito soltanto la «volontà» di mettere in sicurezza quella che ormai viene ribattezzata la “strada della morte”. A chiedere il raddoppio sono pure i sindaci dei comuni laziali: anche nel Frusinate si contano vittime e feriti. Nell’attesa che possa riaprirsi il dialogo per mettere in atto nuovi interventi, la scia di sangue lungo la superstrada del Liri non si ferma, anzi. Le sette vittime del solo 2023 rappresentano un dato agghiacciante. Che fa riflettere e, secondo molti, anche indignare.
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