Fucino a rischio siccità: scende l’acqua nei canali

Il sindaco di Ortucchio: «Il nostro laghetto è quasi prosciugato, subito soluzioni» E si chiedono maggiori controlli sul rispetto dei divieti imposti nei weekend
AVEZZANO. «Costruzione di nuove paratìe, pompaggio dell’acqua dai pozzi a ciclo contino e controlli a tappeto contro l’irrigazione abusiva». Sono le soluzioni suggerite da alcuni amministratori per fronteggiare la siccità che d’estate mette in enorme difficoltà gli agricoltori del Fucino. Quest’anno, a detta di tutti, la situazione è ancora più drammatica. Il livello dell’acqua nei canali è sceso. «Non era mai successo», rileva il sindaco di Ortucchio, Raffaele Favoriti, «che il laghetto a ridosso del paese si prosciugasse. Il livello dell’acqua da cinque metri è sceso a circa un metro. In passato l’acqua arrivava persino a traboccare e gli agricoltori potevano utilizzarla per l’irrigazione. Quest’anno fauna e flora ittica sono a rischio» . Secondo Favoriti, il problema dell’irrigazione del Fucino «non si risolverà pensando a progetti faraonici, come la realizzazione dell’invaso di Amplero, che sono certo non vedrà mai la luce, ma con interventi meno ambiziosi e molto meno costosi. Come ad esempio l’aumento del numero delle paratie, per impedire che l’acqua dei canali defluisca nel Liri. Attualmente c’è una sola paratìa, all'altezza del ponte su Strada 28. Se ne possono realizzare altre sette, da Strada 26 a Strada 33. In tal modo l’acqua che il Consorzio di bonifica riversa nei canali, dopo averla pompata dai pozzi, verrà trattenuta e dagli attuali 30 centimetri arriverà a un metro e 20 centimetri. Il costo di ogni paratìa si aggira sui 20.000 euro. Con poco più di 100.000 euro, dunque, gli agricoltori del Fucino d’estate verrebbero messi in condizioni di disporre dell’acqua necessaria per irrigare le colture. È da anni che propongo questa soluzione, ma nessuno finora mi ha dato ascolto. Intanto si perde tempo a chiedersi dove siano andati a finire i 200 milioni a suo tempo stanziati per l’invaso di Amplero e l’impianto irriguo del Fucino». Sulla necessità di pompare l’acqua dai pozzi senza soluzione di continuità, sollecitata dal sindaco di San Benedetto dei Marsi, Quirino D’Orazio, il primo cittadino viene rassicurato dal commissario del Consorzio di bonifica, Danilo Tarquini, il quale ha fatto sapere che «il Consorzio sta utilizzando tutti i pozzi a disposizione anche durante il fine settimana, tenendoli accesi a ciclo continuo e fermandoli solo per la necessaria manutenzione». Per impedire che qualcuno irrighi anche il sabato e la domenica, Quirino D’Orazio auspica «un lavoro di squadra di tutte le forze dell’ordine affinché l’ordinanza dei sindaci venga rispettata».

