Fucino, argini sul canale spariti: macchine per la pulizia bloccate

La denuncia del consigliere provinciale Iacutone: «Manca lo spazio necessario alla manutenzione» Il problema riguarda il collettore principale fra Trasacco e Celano: chiesto l’intervento immediato
TRASACCO. Il consigliere provinciale Dino Iacutone denuncia la sparizione degli argini del collettore principale del Fucino e chiede al Consorzio di bonifica di intervenire per ripristinare la situazione. Il canale più grande del Fucino, compreso nel territorio al confine tra Trasacco e Celano nei pressi di Borgo 8000, ha visto progressivamente scomparire i suoi argini.
A segnalarlo è stato il consigliere provinciale e consigliere comunale con delega all’Agricoltura del Comune di Celano, Iacutone, che ha chiesto un intervento immediato delle autorità preposte. «Il collettore principale del Fucino è un’opera strategica che ha bisogno di una manutenzione costante e precisa», spiega Iacutone, che è anche ex presidente del Consorzio di bonifica. «Proprio per questo è inaccettabile che gli operai del Consorzio non possano avere lo spazio a sufficienza per passare e pulire il collettore perché gli argini non ci sono più. Sono diversi anni, ormai, che va avanti questa situazione, ma nonostante i ripetuti appelli e gli interventi fatti sembra che nessuno voglia trovare una soluzione».
Secondo il consigliere provinciale Iacutone è fondamentale che il Consorzio attui una pulizia di tutti i canali, compreso quello del collettore principale, per evitare che, in caso di maltempo e di fenomeni atmosferici straordinari, possano esserci disagi nel territorio. «Stiamo assistendo in queste ore al dramma che stanno vivendo nelle Marche», continua Iacutone. «Purtroppo fenomeni atmosferici così aggressivi ormai sono all’ordine del giorno e non possiamo rischiare che i canali non possono essere ripuliti perché il Consorzio, pur avendo a disposizione i macchinari necessari, non può arrivare al collettore principale perché gli argini sono stati occupati. Questo problema va risolto il prima possibile», conclude il consigliere provinciale, «e il Consorzio deve riprendersi lo spazio di sua pertinenza per fare la manutenzione che gli compete e assicurare un’adeguata pulizia al collettore principale nell’interesse di tutti gli agricoltori, ma anche dei residenti».
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