Fucino, in arrivo altri braccianti: «Ma i tempi sono troppo lunghi»

Ok all’ingresso di circa quarantamila lavoratori: la maggior parte è destinata al comparto agricolo Confagricoltura: «Servono procedure più snelle. Il settore sta reagendo bene ai danni del maltempo»
AVEZZANO. Oltre 400mila lavoratori stranieri fino al 2025 e altri 40mila in Italia già quest’anno, a integrazione del decreto approvato a gennaio e riferiti alle domande presentate dalle aziende nel click day dello scorso 27 marzo. L’approvazione da parte del Consiglio dei ministri del nuovo decreto flussi ha ridato speranza a molte aziende del Fucino, seppur il fabbisogno di manodopera sia ancora inferiore rispetto a quello registrato negli ultimi anni, a causa del crollo della produzione dopo le alluvioni di due mesi fa. Ma le lungaggini burocratiche restano l’ostacolo più grande da superare: la maggior parte dei braccianti attesi per la stagione estiva è ancora bloccata nei rispettivi Paesi di origine, per via dei ritardi delle ambasciate italiane a rilasciare i visti lavorativi. E ora il tempo inizia a stringere: il nulla osta concesso dalla prefettura dell’Aquila alla fine di maggio andrà in scadenza a novembre e gran parte della stagione è ormai alle spalle. Ma la notizia del nuovo aumento delle quote di ingresso ridà speranza affinché le procedure possano sbloccarsi per il mese di luglio in vista degli ultimi scampoli di estate. Ottimismo che traspare anche dalla ripresa del comparto dopo le alluvioni di maggio e la richiesta dello stato di calamità naturale inoltrata dalla Regione al ministero dell’Agricoltura. «Le perdite risultato più contenute rispetto alle stime iniziali», sottolinea Stefano Fabrizi, direttore di Confagricoltura della provincia dell’Aquila. «Di certo», aggiunge, «parliamo comunque di una stagione compromessa, in cui non c’è possibilità per gli agricoltori di conseguire un utile, con evidenti ripercussioni sia sulla prossima stagione estiva che sugli investimenti programmati». Anche i prezzi, seppur maggiorati rispetto a un anno fa, sono rimasti stabili. «Ma il crollo della produzione, superiore al 30 per cento, ha comportato un grave calo delle quantità. Si pensi», prosegue il direttore provinciale di Confagricoltura, «che le patate sono state piantate appena qualche giorno fa. Un caso unico nella storia del Fucino». Insomma, l’orto d’Italia si sta pian piano rialzando dopo aver tremato per i danni causati dal maltempo. Affinché il comparto fucense possa tornare a lavorare a pieno regime si attende però l’arrivo di forze fresce: «Le quote aggiuntive relative al decreto flussi prevedono l’integrazione di altri 40mila lavoratori stranieri in tutta Italia entro il 2023», spiega Eleonora Cieri, responsabile del servizio sindacale di Confragricoltura L’Aquila, «Ci auguriamo che le procedure siano più rapide». Confagricoltura della provincia dell’Aquila ha raccolto le richieste di oltre 90 aziende agricole. La maggior parte dei lavoratori attesi nella Marsica arriva dal Marocco, dove però decine di braccianti sono ancora in attesa del visto lavorativo.
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