Fugge con la scusa del virus, arrestato

Il 42enne ospite in una comunità inventa la malattia dei familiari e ottiene un permesso dal giudice
AVEZZANO. Ha inventato che i parenti avevano il Covid per non rientrare nella comunità di recupero a cui era stato affidato dai giudici. Scoperto, è finito in carcere. Ieri mattina gli agenti del commissariato di polizia hanno arrestato Mario Morelli, 42 anni, di Avezzano, appartenente alla locale comunità rom. L’ordine di carcerazione per il marsicano è stato emesso dal magistrato di sorveglianza di Spoleto (Umbria) a seguito delle ripetute violazioni del provvedimento di affido ad una comunità di recupero di Amelia, in provincia di Terni, come misura alternativa alla detenzione in carcere.
Già noto alle forze dell’ordine per reati contro la persona e il patrimonio, il 42enne aveva ottenuto ai primi di novembre un permesso per tornare ad Avezzano a far visita ai familiari. Sostenendo presunti contagi tra i parenti marsicani, Mario Morelli non aveva fatto più rientro in comunità. Si trattava però solo di una scusa per non tornare ad Amelia, come accertato dagli agenti della squadra anticrimine del commissariato di Avezzano, che hanno indotto il magistrato di sorveglianza a revocare il provvedimento alternativo ed emettere nei confronti dell’avezzanese un ordine di carcerazione. Dopo le formalità di rito, l’arrestato è stato portato nel carcere di Avezzano. Morelli in passato era stato più volte denunciato e arrestato dai poliziotti in quanto autore di rapine, estorsioni, furti, truffe e detenzione illegale di armi, che avevano destato notevole allarme sociale in città.
Negli ultimi giorni su tutto il territorio provinciale sono stati intensificati i controlli per punire eventuali azioni che vanno in contrasto con le attuali normative anti-Covid volute dal governo nazionale. Qualche giorno i carabinieri hanno sanzionato due amici che viaggiavano in auto senza indossare la mascherina. Dopo aver constatato che i due non erano familiari conviventi, i militari li hanno puniti con una sanzione di 400 euro ciascuno, che in forma ridotta diventano 280 se pagata entro 5 giorni. Le norme in vigore per il contenimento dei contagi obbligano, infatti, i non congiunti ad indossare sempre il dispositivo di sicurezza quando si viaggia in macchina. (f.d.m.)

