Funerale dirottato, sacerdote “punito”

22 Febbraio 2017

Don Gadasz torna al convento di Capestrano. Monsignor Spina in preghiera con i familiari: «Vi chiedo perdono»

SULMONA. «Non vi chiedo scusa ma perdono per quanto accaduto». È intervenuto anche il vescovo Angelo Spina nella vicenda di venerdì scorso che ha visto il parroco di San Francesco di Paola, Ceslaw Gadasz, di origine polacca, spostare il funerale in un’altra chiesa perché il feretro era giunto con qualche minuto di ritardo rispetto all’inizio previsto per il rito funebre. E lo ha fatto dicendo ai ai familiari della defunta di sentirsi mortificato per l’accaduto. Il presule ha pregato insieme alla famiglia per la defunta, annunciando che farà di tutto per essere presente nella messa di “riuscita” che sarà celebrata domani alle 18 nella chiesa di Santa Maria della Tomba, visto che la donna deceduta era una consorella lauretana.

«Credo che alla base della vicenda ci sia stato un problema di comunicazione», spiega il vescovo Angelo Spina, «non ho avuto modo di parlare con il sacerdote che ora non c’è. Sarò presente all’ottavario e stamane (ieri per chi legge) ho pregato con la famiglia, chiedendo perdono».

Nel frattempo il sacerdote protagonista della vicenda, dopo essere finito nell’occhio del ciclone, non è più tornato nella sua parrocchia, decidendo di restare a Capestrano nel convento francescano intitolato a San Giovanni da Capestrano. La vicenda è accaduta venerdì scorso quando il sacerdote polacco ha deciso di spostare il funerale di una defunta, tra l’incredulità dei presenti, nella vicina chiesa di Sant’Antonio. Il rito funebre era in programma alle 16 ma alle 15 si stava svolgendo un altro funerale molto affollato. Per forza di cose il feretro seguito da familiari e amici è arrivato poco dopo le 16,10 perché il piazzale della chiesa era ancora affollato dalle persone che avevano preso parte al funerale precedente. Un ritardo che non è piaciuto al sacerdote poiché, nella stessa chiesa era prevista, a seguire, la preghiera del Santo Rosario. Il feretro è rimasto nel piazzale mentre all’interno della chiesa sarebbe scoppiata la discussione tra il parroco e i familiari della defunta. Poi la decisione del sacerdote di spostare tutto da San Francesco di Paola alla vicina chiesa di Sant’ Antonio dove il rito funebre è stato celebrato in soli 25 minuti. Al termine i familiari, rimasti amareggiati dall’accaduto, hanno chiesto al vescovo un incontro. Una vicenda chiusa con la richiesta di perdono da parte del vescovo e con il parroco tornato in convento a Capestrano.

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