Funivia, in 200 alla ripartenza Nuovi limiti con il vento forte

Impianto riacceso dopo lo stop e le verifiche alle funi, folla a Campo Imperatore ma ancora non si scia Pignatelli: «Lavori in estate e autunno, pronti la prossima stagione». Ma è ancora polemica politica
L’AQUILA. Nonostante i timori e nonostante non si possa ancora sciare, oltre 200 persone sono salite ieri a Campo Imperatore utilizzando la funivia. Chi era in cabina ha mostrato tranquillità in merito alla sicurezza dell’impianto. Tanti snowbordisti, ma anche famiglie che volevano trascorrere qualche ora sul Gran Sasso innevato, ma non abbastanza da permettere la riapertura delle due seggiovie e quindi la partenza della stagione invernale.
LA RIPARTENZA
Un buon debutto, dopo lo stop forzato imposto dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in seguito a un esposto e le polemiche che ne sono derivate. Oggi si spera si replicare con numeri ancora più alti: prima corsa alle ore 8 il sabato e la domenica, alle ore 8.30 nei feriali, una corsa ogni 30 minuti, ultima alle ore 17. Il rispetto delle prescrizioni contenute nel nulla osta rilasciato dall’Ansfisa ha avuto conseguenze minime. Per quanto riguarda i tempi di viaggio, la funivia è partita per la sua corsa alle 10 e 08 minuti ed è arrivata in quota alle 10 e 16, con una velocità segnalata dal display della cabina di 6,75 metri al secondo. «Coi nuovi limiti di velocità», sottolinea l’amministratore unico del Ctgs Dino Pignatelli, «rispetto a prima perdiamo al massimo un minuto». Ribadisce che «la maggior parte dagli accorgimenti richiesti dal ministero riguardano comportamenti che usiamo regolarmente. La velocità ridotta non è un problema, in pratica si perde poco più di un minuto. E anche la capienza massima di fatto non sposta nulla, quasi mai abbiamo superato le 80 persone, mentre adesso ci chiedono di scendere a 75». Si dovrà gestire un limite più basso per il vento, 20 nodi (72 chilometri all’ora) al posto del precedente limite di 28.
LA SOSTITUZIONE DELLE FUNI
La funivia resterà in funzione fino al 30 aprile. Poi inizieranno i lavori per la sostituzione delle funi portanti, come stabilito dal ministero: «Avremmo dovuto cambiarle comunque fra pochi anni», dice Pignatelli, «ma ci sarebbe stato più tempo per programmare i lavori. Adesso invece dobbiamo lavorare rapidamente. Abbiamo già messo in moto la ricerca di mercato, in 4-5 mesi le funi dovrebbero arrivare e in due mesi saranno montate. La funivia resterà chiusa in estate e dovrebbe riaprire per la stagione invernale 2024/2025. Salvo esposti», chiosa Pignatelli, «ma saremmo irresponsabili se facessimo funzionare la funivia senza tutte le carte in ordine».
LA POLEMICA POLITICA
«Alla nostra montagna servono tutela e rispetto, non fango e catastrofismo». Sulla vicenda della funivia, secondo il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, «è in atto l’ennesimo tentativo di distorcere la realtà facendo sciacallaggio politico e strumentalizzando un tema che alimenta e manipola i sentimenti di paura». Replica il consigliere dell’opposizione Lorenzo Rotellini: «Il sindaco Biondi e l’amministratore Pignatelli vengano a riferire in consiglio comunale, ci dicano come hanno speso le risorse per il Gran Sasso in questi anni e come intendono procedere. Vengano a riferire se erano a conoscenza della situazione delle funi prima dell’esposto e si assumano le loro responsabilità, qualcuno dovrà rassegnare le proprie dimissioni». Chiede al sindaco di affrontare tre questioni il consigliere Paolo Romano: «Dovrebbe parlarci in primis della sicurezza, poi della programmazione sulla sostituzione delle funi, con linee di finanziamento certe e tempistiche puntuali. Infine dovrebbe spiegare alla città, agli operatori economici, ai lavoratori del Ctgs il perché non sono intervenuti per tempo essendo il problema loro già noto».
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