Funivia per Monteluco Pignatelli finisce nel mirino

16 Gennaio 2021

L’opposizione comunale va all’attacco dell’amministratore del Centro turistico «Inopportuno partecipare a un avviso del Comune». L’ingegnere non replica

L’AQUILA. «Non è più tollerabile la recita di due parti in commedia». I consiglieri comunali dell’opposizione criticano la scelta dell’amministratore unico del Centro Turistico del Gran Sasso Dino Pignatelli di partecipare all’avviso emesso dal Comune per l’affidamento della progettazione della funivia di collegamento tra la stazione e il polo universitario di Roio, di cui il Centro ha dato notizia giovedì scorso. Un progetto datato, che nel 2005 era stato redatto dallo stesso Pignatelli, approvato in consiglio comunale e in conferenza dei servizi e finanziato dal Cipe. L’intervento si è poi arenato e adesso l’amministrazione Biondi l’ha rispolverato: l’ingegnere Pignatelli, che preferisce non replicare, «per non alimentare una polemica politica e strumentale», figura tra i selezionati per la progettazione di fattibilità tecnica ed economica dell’ovovia. «La domanda che ci poniamo», dicono i consiglieri comunali di minoranza Paolo Romano, Stefano Palumbo, Elisabetta Vicini, Edlira Banushaj, Stefano Albano, Giustino Masciocco, Carla Cimoroni e Angelo Mancini, «è la seguente: è opportuno che un amministratore di una società a capitale pubblico, partecipi (in qualità di mandatario di un raggruppamento temporaneo di concorrenti) a un avviso emesso dallo stesso ente che lo ha nominato? Sia chiaro che l’ingegnere Pignatelli è libero di poter partecipare a qualunque gara da solo oppure in società con altri, se possiede i requisiti richiesti, ma esiste anche un’etica amministrativa che imporrebbe maggiore attenzione e consapevolezza nello svolgimento del proprio ruolo. Se avesse depositato le proprie dimissioni, pur non dovute, per poi partecipare alla procedura di selezione per l’incarico di progettazione, avrebbe dato, a nostro giudizio, una lezione di buon governo onorando la sua funzione pubblica. Purtroppo», sottolineano dall’opposizione, «Pignatelli non è nuovo a questi metodi per i quali, nel corso dei suoi tre anni a capo del Ctgs, è stato in più di un’occasione redarguito da tutte le forze politiche presenti in consiglio comunale, sia esse di opposizione che di maggioranza, in particolare sulle nomine del direttore d’esercizio e del suo sostituto». Secondo i consiglieri di minoranza «non è più accettabile tollerare la recita di due parti in commedia, ancor peggio se a ridosso della scadenza, a marzo, del suo mandato al Ctgs, con la rinuncia o la riconferma nel suo ruolo condizionata all’eventuale aggiudicazione dall’incarico da 200mila euro per la funivia di Roio e l’imbarazzo della commissione esaminatrice nel trovarsi di fronte a una simile situazione. A volte l’opportunità di non fare qualcosa vale molto di più delle norme che lo permetterebbero». (r.s.)
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