Funivia troppo cara Il Centro turistico pensa alle riduzioni

30 Luglio 2019

Ma c’è il nodo irrisolto delle aree di sosta da regolamentare Rimessa in funzione anche la seggiovia delle Fontari

L’AQUILA. In occasione della manifestazione Gran Sasso Bike99, salire e scendere con la funivia è costato solo 7 euro. Ma tariffe ridotte potrebbero essere applicate anche in altri periodi della stagione estiva. Ci sta pensando l’amministratore unico del Centro Turistico del Gran Sasso Dino Pignatelli, ma prima va risolta la questione dei parcheggi a pagamento in quota: l’istituzione delle strisce blu nel piazzale di Campo Imperatore non ha trovato molti consensi e, come da previsioni, prolifera la sosta selvaggia fuori dagli stalli e in particolare lungo la strada di accesso. Chi sale sul Gran Sasso preferisce non pagare il ticket giornaliero di 4 euro per le auto e 2 per le moto. Ma a essere contestate sono anche le tariffe della funivia, ritenute troppe alte, soprattutto per le famiglie: in estate il biglietto di andata e ritorno costa 15 euro.
«Se riusciamo a organizzare meglio le aree di sosta», spiega Pignatelli, «potrei anche abbattere i prezzi della funivia. Attualmente gli spazi sono pochi e sono in attesa di un incontro con la Provincia, per definire altre zone da adibire a parcheggio. Resta il problema delle auto lasciate senza criterio lungo la strada: spesso si creano ingorghi, che potrebbero essere anche di ostacolo, in caso di emergenza, al passaggio dei mezzi di soccorso». Intanto, è stata aperta al pubblico esercizio anche la seggiovia delle Fontari, con orario dalle 9 alle 17, e tariffe di 5 euro per andata e ritorno e 3 euro per corsa singola. «Purtroppo ancora non arrivano i ganci per il trasporto delle biciclette, che attendevamo per il 16 luglio», continua Pignatelli, «ma speriamo di poter offrire al più presto anche questo servizio. Nel frattempo, è stato allestito un calendario di visite all’Osservatorio Astronomico e stiamo organizzando dei tour guidati nell’altopiano di Campo Imperatore, sponsorizzando l’associazione “I viaggiatori nel Parco”. A luglio si è registrato un buon movimento e bisogna necessariamente puntare anche sul turismo estivo». Ma vanno incrementate le strutture ricettive e i servizi: attualmente sono in funzione l’Ostello Campo Imperatore e il rifugio di Montecristo, mentre non vede la luce il progetto di recupero dello storico albergo. «Una nota dolente», per Pignatelli, che si augura che i lavori possano essere sbloccati dal Provveditorato alle opere pubbliche dopo l’estate. Sulla vicenda è intervenuto il direttore della scuola di sci Assergi Gran Sasso Luigi Faccia, che fa parte del comitato #SaveGranSasso: «La ristrutturazione dell’albergo», ha affermato, «va fatta con urgenza, perché rappresenta il punto di riferimento, la base da cui partire per la scalata verso il piano d’area del Gran Sasso. Senza questa struttura facciamo poca strada. Dovrebbe essere il Comune a fare da stazione appaltante, assumendosi la responsabilità diretta: affidare i lavori alle Opere pubbliche si è rivelato un errore». Secondo Faccia, il progetto dovrebbe essere integrato, prevedendo anche la costruzione di una piscina olimpionica: «Saremmo i primi a livello mondiale ad avere una struttura dove ci si può allenare a oltre 2mila metri, in modo da avere un flusso continuo di persone nell’albergo».
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