Funzionario comunale a processo
Affidamento mensa a scuola, per l’accusa favorì una cooperativa
LECCE NEI MARSI. Turbata libertà degli incanti e abuso d’ufficio. Con queste accuse, un funzionario del Comune di Lecce nei Marsi è stato rinviato a giudizio dal gup Maria Proia. L’inchiesta della Procura di Avezzano, coordinata dal sostituto procuratore Maurizio Maria Cerrato, ha riguardato l’affidamento del servizio mensa nella scuola del paese. F.T., 66 anni, dovrà comparire il prossimo 13 febbraio 2020 davanti al collegio del tribunale. L’uomo è difeso dall’avvocato Maria Teresa Flammini.
Le indagini della Finanza sono scattate in seguito all’esposto di una ditta marsicana esclusa dall’affidamento del servizio mensa. La società è assistita dall’avvocato Ottaviano Roselli.
Stando all’accusa, il funzionario, delegato dell’area tributi del Comune all’epoca dei fatti contestati, ha abusato del proprio ufficio e ha turbato il corretto andamento delle gare d’appalto con condotte volte a favorire una cooperativa sociale, in violazione della legge e in danno delle dirette concorrenti.
In particolare, sempre per l’accusa, in occasione dell’affidamento del servizio, avvenuto con determina dirigenziale il 2 ottobre 2014, il funzionario comunale ha dato l’incarico direttamente alla cooperativa, senza procedere alla prevista pubblicità della gara e all’invito di cinque ditte del settore, frazionando artificiosamente la gara.
La turbata libertà degli incanti, stando al capo d’imputazione, si è manifestata con un omesso controllo da parte del funzionario.
Le ditte ammesse a presentare l’offerta, infatti, sarebbero state amministrate da soggetti legati anche da vincoli parentali. (r.rs.)
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