Furbi del gratuito patrocinio: 37 indagati

5 Novembre 2019

False autocertificazioni per ottenere la difesa legale a spese dello Stato, controlli incrociati con l’Agenzia delle entrate

AVEZZANO. Hanno dichiarato, presentando delle autocertificazioni, di non essere nelle condizioni economiche per sostenere le spese degli avvocati difensori, scaricandone l’onere sulle casse dello Stato. Certificazioni che per l’accusa sono palesemente false. Sono le ipotesi di reato che hanno portato la Procura a iscrivere 37 marsicani nel registro degli indagati. In alcuni casi, i beneficiari avrebbero “dimenticato” di indicare terreni e immobili di proprietà al fine di nascondere la reale condizione economica e familiare che avrebbe impedito di avvalersi della tutela legale a spese dello Stato. Se le ipotesi di reato dovessero trovare conferma per i 37 presunti furbetti scatterebbero la denuncia all’autorità giudiziaria e la conseguente sanzione economica, oltre alla revoca dell’agevolazione e al recupero delle somme eventualmente percepite.
L’attività predisposta dalla Procura è stata svolta in collaborazione con l’Agenzia delle entrate per incrociare i dati e riuscire a individuare le persone che negli ultimi anni hanno chiesto e ottenuto il gratuito patrocinio. Alcuni legali degli indagati parlano di semplici disattenzioni nella compilazione delle domande, ma tutto ciò dovrà essere dimostrato.
Secondo la Procura, invece, il fenomeno nella Marsica ha più vaste proporzioni.
Ma che cos’è il gratuito patrocinio? Al fine di essere rappresentata in giudizio, per agire o per difendersi, una persona non abbiente può richiedere la nomina di un avvocato e la sua assistenza a spese dello Stato. L’istituto vale anche nelle procedure di volontaria giurisdizione, come separazioni consensuali o divorzi congiunti. L’ammissione al gratuito patrocinio è valida per ogni grado del processo e per le procedure connesse.
Per essere ammessi al patrocinio a spese dello Stato è necessario che il richiedente sia titolare di un reddito annuo imponibile, risultante dall’ultima dichiarazione, non superiore a 11.493,82 euro.
©RIPRODUZIONE RISERVATA