Furti di gasolio nei cantieri, scatta l’arresto

24 Settembre 2021

Montereale. Per il carburante sparito finisce nei guai un 47enne già inseguito e denunciato a marzo

AVEZZANO. È stato affidato ai servizi sociali minorili il 16enne di San Benedetto dei Marsi accusato di lesioni personali nei confronti di un 15enne di Collelongo. È quanto stabilito dal tribunale per i minorenni dell’Aquila. Il collegio, presieduto dal giudice Cecilia Angisano, ha quindi disposto la messa in prova del ragazzino autore dell’aggressione sospendendo per 12 mesi il processo nei suoi confronti poiché «ha ammesso la propria responsabilità dimostrando di aver avviato un serio percorso di ripensamento rispetto ai reati che gli sono stati addebitati». L’udienza di verifica è fissata al 16 novembre del 2022. Il 9 settembre scorso il ragazzino era stato rimesso in libertà (era in una casa famiglia). «Il suo comportamento e la sua personalità hanno fatto in modo che ottenesse la messa in prova», spiega l’avvocato Jacopo Angelini che difende l’adolescente insieme all’avvocato Roberto Verdecchia. L’aggressione si era verificata il 7 maggio scorso nel sottopassaggio della stazione ferroviaria di Avezzano intorno alle 8. Orario in cui il tunnel è percorso dagli studenti che raggiungono i vari istituti scolastici della città. A incastrare il presunto aggressore un video postato sui social e acquisito dalla squadra mobile dell’Aquila, che ha condotto le indagini insieme al commissariato di Avezzano e alla polfer.
L’attività investigativa aveva permesso di accertare che il giorno prima tra i due c’era stata una lite per futili motivi nell’ambito della quale erano volati paroloni e insulti. Così, secondo gli inquirenti, dopo aver premeditato l’aggressione, il 16enne, aveva raggiunto la sua vittima nel sottopassaggio della stazione ferroviaria e con una tecnica da arte marziale lo aveva colpito con un calcio alla gamba sinistra, fratturandogli il malleolo. Per questo la vittima era stata sottoposta a un intervento chirurgico all'ospedale di Avezzano. Nel corso delle indagini era anche emerso che l’autore dell’aggressione aveva sferrato il calcio con una tecnica appresa nella pratica della kickboxing.
Sulla base degli elementi raccolti il giudice del tribunale per i minorenni dell’Aquila, condividendo la richiesta del pubblico ministero, aveva emesso l’ordinanza del collocamento in comunità e l’affidamento ai servizi sociali dell’adolescente responsabile del reato. L’episodio aveva generato allarme sociale tanto che il sindaco Gianni Di Pangrazio, (attualmente sospeso dall’incarico) aveva fatto sì che il tunnel della stazione fosse dotato di telecamere costantemente collegate con il comando della polizia locale.
©RIPRODUZIONE RISERVATA