Futura giunta, Rubeo scalpita: «Dura accettare un’esclusione»

10 Ottobre 2021

Messaggi per il riconfermato sindaco Giovagnorio. È la prima donna per numero di preferenze:  «Non darò problemi, ma sono stata votata in massa. Rotazione di deleghe? Troppi due anni e mezzo»

TAGLIACOZZO. Alessia Rubeo era una dei dodici candidati a consiglieri di “Prospettiva futura”, la compagine guidata dal sindaco uscente Vincenzo Giovagnorio, che ha vinto le elezioni. Essendo l’unica lista in lizza e avendo superato, addirittura di un terzo, il quorum, previsto in questo caso dalla legge, tutti e 12 i candidati sono stati eletti.
Alessia Rubeo è balzata subito all’attenzione del pubblico per lo straordinario consenso ricevuto dagli elettori. Ha ottenuto infatti 673 preferenze, risultando seconda, per soli 23 voti, al primo degli eletti, il vicesindaco uscente, Roberto Giovagnorio.
«Un successo così eclatante sinceramente non me l’aspettavo», confida Alessia Rubeo, «che tanti cittadini abbiano avuto fiducia in me mi riempie di orgoglio. E farò di tutto per non tradire le loro aspettative». La particolare attenzione verso questa ragazza, alla sua prima esperienza amministrativa, in questo momento, non è dovuta soltanto alla sua performance elettorale, ma anche all’atteggiamento che potrebbe assumere verso la composizione della giunta che il sindaco si appresta a varare.
Vincenzo Giovagnorio nella scelta degli assessori può seguire due criteri: quello delle preferenze e quello dell’esperienza. Nel primo caso Alessia Rubeo non potrà non essere nominata e ricoprire la carica, insieme, probabilmente, a Chiara Nanni. Nel secondo caso resterebbe fuori e dovrebbe attendere il previsto avvicendamento che avverrebbe a metà mandato per tutti gli incarichi.
Sarebbe disposta a farsi momentaneamente da parte? A sentirla non sembra proprio. «Capisco perfettamente che io non abbia l’esperienza di tanti altri miei colleghi ed è lontana da me anche l’idea di creare problemi alla compagine, ma so anche che sarebbe dura fare accettare una mia eventuale esclusione dalla giunta agli elettori che mi hanno votato in massa. La rotazione poi avverrebbe tra due anni e mezzo: troppo tempo. Inoltre per chi subentra diventa difficile riannodare il filo interrotto».
Alessia ha 30 anni ed è laureata in Economia. Il padre Vincenzo, pensionato, è presidente provinciale dell’Enalcaccia. Nei primi anni del 2000 ha fatto parte della giunta di Dino Rossi. La madre, Erminia Marrotti, fa l’infermiera all’ospedale di Tagliacozzo. Ha anche un fratello, Marco, agente di polizia a cavallo, in servizio a Roma. Alessia ha le idee chiare su cosa l’abbia spinta a candidarsi alle amministrative.
«Potrò così impegnarmi concretamente», spiega, «perché tanti miei coetanei non siano costretti, per mancanza di lavoro, ad andar via in cerca di fortuna. Una condizione nella quale mi sono ritrovata anch’io. Infatti, momentaneamente ho trovato lavoro in un’azienda di Carsoli. E posso anche considerarmi fortunata. Tanti altri infatti hanno dovuto emigrare al Nord Italia o addirittura all’estero. Spero che Tagliacozzo approfitti delle risorse messe a disposizione dall’Ue per rilanciare il turismo, potenziare la linea ferroviaria, il polo industriale e l’ospedale. Solo così si potranno creare posti di lavoro».
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