Futuro sindaco della Lega Quattro nomi in corsa

Comunali 2020: Morgante e Stirpe in prima fila, seguono Lamorgese e Tudico Ma nel gioco delle spartizioni per il centrodestra pesa la scelta di Chieti
AVEZZANO. Impazza il toto sindaco sul versante della Lega, dove la prova muscolare del partito di Matteo Salvini – declinata in città dai big regionali, con in testa il coordinatore Luigi D’Eramo – ha riacceso i sogni di gloria dei leghisti doc. Al momento i papabili per l’investitura in casa leghista, anche se c’è chi non esclude il colpo di scena, sarebbero in quattro, divisi in due scaglioni: in pole position ci sarebbero Antonio Morgante (ex braccio destro dell’ex governatore abruzzese Gianni Chiodi, candidato alle ultime Regionali, con studio in città e casa a Magliano de’ Marsi) e Sandro Stirpe, vice coordinatore marsicano del partito. Nella seconda griglia, invece, sarebbero schierati l’ex vicepresidente della Provincia dell’Aquila, nonché ex consigliere comunale, Alberto Lamorgese, insieme ad Antonio Tudico, ex staffista della segreteria del sindaco Antonio Floris.
La partita della candidatura a sindaco del centrodestra, però, sembra tutt’altro che una passeggiata, in primis per i paletti posti da Nazario Pagano, coordinatore abruzzese di Forza Italia, tutt’altro che favorevole a cedere la leadership su Avezzano dopo la “congiura di palazzo” che ha azzoppato il sindaco Gabriele De Angelis. La brusca frenata del coordinatore regionale azzurro, quindi, punta a un “risarcimento” da ottenere sul tavolo regionale, quasi un passaggio obbligato per Pagano «visti i tanti candidati in corsa» in città. Qui, nella partita a incastro per la spartizione delle caselle in gioco per i Comuni grandi e medi al voto in primavera, oppure in quella del 2020, indiscrezioni danno la quadratura del cerchio con questo schema: Fabrizio Di Stefano in quota Lega a Chieti, Etel Sigismondi (Fd’I) a Vasto (2021) e un candidato sindaco forzista ad Avezzano. Un piano che potrebbe non fare una grinza, ma l’operazione, se Pagano confida nella corsa bis dell’imprenditore De Angelis, ora nelle vesti di coordinatore provinciale di FI, potrebbe far saltare il tavolo locale, dove più referenti reclamano la “discontinuità”, nonché il tappo nel partito. Qui, infatti, restano sull’Aventino i due aspiranti alla nomination in casa azzurra: l’ex consigliere provinciale Armando Floris, figlio di Antonio, e il presidente della camera penale, Gianluca Presutti. E il tempo dell’attesa starebbe per scadere. Sul versante del centrosinistra, invece, martedì alle 18, è in agenda l’assemblea della segreteria cittadina del Pd: il primo passo per delineare le linee guida e il calendario degli incontri con i partiti moderati di centrosinistra e i gruppi civici per mettere insieme una colazione mista e lanciare la corsa per la conquista del municipio.
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