Gaffe della Blundo sulla magnitudo

Prima accusa il Governo di «menzogna» su Facebook, poi è costretta a scusarsi
L’AQUILA. Soltanto un’ora dopo la scossa tra Norcia e Preci sul suo profilo Facebook la parlamentare aquilana dei Cinque Stelle, Enza Blundo, ieri ha accusato di menzogna il Governo dopo aver visto sul Tg1 che la scossa da 7.1 era stata declassata a 6.1. Travolta dagli insulti dei concittadini e dei senatori Pd, anche il M5S ha preso le distanze. Le scuse sono arrivate qualche ora più tardi. Intanto, però, le polemiche hanno fatto il giro del Paese arrivando anche all’Aquila. «Forse mio nipote piccolo ha più conoscenze della senatrice Blundo. Mi rifiuto di commentare le sue parole». Il commento del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, sul post pubblicato dalla senatrice grillina sulla sua bacheca Facebook, è lapidario. Il primo cittadino ricorda che «i primi dati che arrivano dopo un terremoto non sono nemmeno dei nostri centri di ricerca, e poi questo è stato un sisma a grappolo, difficile dire subito la magnitudo esatta». Una simile teoria complottista già otto anni fa si diffuse all’Aquila, dove il balletto iniziale sulla magnitudo del sisma fece polemizzare in molti. La Blundo non ha nascosto di essere provata dalle polemiche suscitate dal suo post. «Ho scritto d’impulso e ne sono dispiaciuta. Ricordavo la norma per la quale lo Stato rimborsa soltanto i danni ricevuti da un sisma di magnitudo superiore a una certa soglia. Un amico geologo mi ha fatto notare che quella norma era stata cancellata nel 2012. Adesso spero che questo non cancelli le cose buone che ho fatto sino ad ora».(m.g.)
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