Gal, Di Micco torna al timone

L’ex Carlini annuncia un ricorso, intanto i 4 dipendenti sono senza stipendio
AVEZZANO. Il Gal Terre Aquilane ha un nuovo consiglio di amministrazione presieduto da Rocco Di Micco. Con la registrazione da parte della Camera di Commercio, avvenuta il 7 settembre, ha preso il posto del Cda guidato da Antonio Carlini, che ha già annunciato un ricorso al tribunale dell’Aquila, sezione imprese. Il nuovo Cda si è messo già al lavoro per portare avanti il programma. Ma senza i fondi comunitari – 3 milioni e 600 mila euro spettanti alla società consortile, nata per promuovere lo sviluppo del territorio – gli amministratori possono fare ben poco. La situazione è già molto critica.
I quattro dipendenti da due mesi non percepiscono lo stipendio, mentre è incessante il via vai dei creditori che vogliono essere pagati. Ma per poter onorare gli impegni gli amministratori del Gal devono ricevere i fondi dalla Regione. La firma della convenzione era fissata per il 2 agosto. Ma poiché qualche giorno prima un gruppo di soci aveva eletto un nuovo Cda, presieduto da Carlini, al posto di quello uscente, con a capo Rocco Di Micco – elezione duramente contestata da altri soci – la Regione ha cercato di prendere tempo.
Il primo settembre l’assemblea dei soci ha riportato in auge la governance esautorata il 21 luglio. A risolvere eventuali controversie all’interno della società, così come prevede lo statuto, dovrà essere un collegio arbitrale nominato dal tribunale di Cosenza. Il nuovo Cda, composto da Rocco Di Micco (presidente), Nino Garofali (vicepresidente), Maria Di Genova, Tiziana Buttari, Flaviano Cosimati, Paolo Cotardo, Francesco D’Amore, ha già ricevuto assicurazioni dal presidente del Tribunale che la composizione del collegio avverrà in tempi rapidi. Ad esso verrà chiesto l’annullamento dell’assemblea del 21 luglio che aveva defenestrato il Cda presieduto da Di Micco, consiglio di amministrazione che, nelle more dell’arbitrato, aveva chiesto, con proceduta d'urgenza, al Tribunale dell’Aquila di sospendere la seduta del ribaltone.
Ma il giudice ha ritenuto inammissibile il ricorso, ritenendo che non vi fossero motivi d’urgenza. Analogo ricorso farà ora l’ex Cda presieduto da Carlini. L'ultima parola comunque spetterà al collegio arbitrale. «Nel frattempo», suggerisce Di Micco, «la Regione, con la quale domani (oggi per chi legge) prenderò contatti, può farci firmare la convenzione. In tal modo potremo pagare gli stipendi ai dipendenti e portare avanti i lavori iniziati. Se poi il collegio arbitrale dovesse darci torto, ci faremo da parte tranquillamente e ad amministrare i fondi del Gal saranno Carlini e i suoi collaboratori».
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