Galzio si dimette da Neurochirurgia

8 Luglio 2016

Il luminare ha eseguito durante la sua carriera settemila interventi. Tordera riconferma stima nei confronti del primario

L’AQUILA. Sanità nella bufera. Il caso di Neurochirurgia è culminato con le dimissioni del primario dell’unità operativa dell’Aquila, Renato Galzio. Ieri mattina, a seguito delle infuocate polemiche del mondo politico scaturite dalla chiusura del reparto di Neurochirurgia dell’ospedale di Avezzano , il professor Galzio ha consegnato un documento al direttore generale Rinaldo Tordera in cui ha comunicato la decisione di voler lasciare il suo incarico di primario. «È vero, ho dato le dimissioni dall’ospedale», ha chiarito Galzio, «ma resto all’Università. Sul resto della vicenda non ho dichiarazioni da fare, commenti pure il sindaco di Avezzano». Galzio, 67 anni, sposato, padre di due figlie, docente di Neurochirurgia e direttore della Scuola di specializzazione alla facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università dell’Aquila, ha eseguito nella sua carriera ben settemila interventi neurochirurgici. Viene definito l’ambasciatore nel mondo della neurochirurgia aquilana, l’unica in Abruzzo che si occupa del trattamento dei «conflitti neurovascolari», la cui patologia più importante è la nevralgia del nervo trigemino. «Preferirei non intervenire sulla vicenda», ha sottolineato, posso solo chiarire che non ho nulla contro l’università e non ho chiesto la sospensione della convenzione, ma soltanto le dimissioni dall’ospedale». La decisione di dimettersi ha colto di sorpresa sia il mondo della sanità abruzzese, sia quello della politica. Dopo le dure accuse nei confronti del primario aquilano, autore del provvedimento di chiusura ad Avezzano, ora sono arrivate voci di sostegno. Il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, ha chiesto di convocare sulla questione il Comitato ristretto dei sindaci. «Chiederò di partecipare, oltre al direttore generale della Asl Tordera, anche all’assessore regionale alla Sanità, Silvio Paolucci, e al direttore dell’Agenzia sanitaria,  Alfonso Mascitelli. Nel frattempo invito caldamente il professor Renato Galzio a ritirare la sua lettera di dimissioni, che capisco essere anche legata a innegabili responsabilità medico legali alle quali è chiamato a rispondere». La presa di posizione del sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, e del consigliere regionale, Emilio Iampieri (Fi) hanno avuto un ruolo attivo nella decisione. Nel Piano operativo sanitario è previsto che ad Avezzano sia presente un’unità di neurochirurgia con quattro posti letto e tre neurochirurghi. Per tale motivo, secondo Di Pangrazio, Galzio avrebbe avuto «un atteggiamento discriminatorio nei confronti dei neurochirurghi di Avezzano, che pur lavorando in carenza di personale, hanno garantito un ottimo servizio», aggiungendo che non doveva andare «oltre i limiti del suo ruolo». «Non voglio pensare che abbia un atteggiamento anti-marsicano», ha dichiarato il sindaco, «visto che, proprio lui, già nel 2011 con un suo provvedimento, sospese l’attività ad Avezzano». Il manager Tordera, dopo aver ricevuto la lettera di dimissioni, ha incontrato Galzio con cui ha avuto un lungo colloquio. Alla fine dell’incontro si è detto «certo che, in questo momento di tensione, prevarrà il buon senso da parte di tutti, nell’interesse della nostra Asl». Ha poi riconfermato la sua stima nei confronti del primario. Nei prossimi giorni Tordera, che ha annunciato entro ferragosto la riapertura del reparto chiuso, sarà alle prese con la gestione di una situazione difficile, anche perché all’ospedale di Avezzano continua l’opera di trasferimento dei pazienti che richiederà comunque diverse settimane.

Pietro Guida

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