Gambescia si candida a sindaco

13 Maggio 2017

Il giornalista in corsa alle elezioni con una lista civica: «Bisogna restituire dignità a Pescasseroli»

PESCASSEROLI. Giornalista, parlamentare e professore: Paolo Gambescia a 72 anni decide di scendere in campo per «risollevare le sorti di Pescasseroli».
Come è nata l’idea della sua candidatura a sindaco di Pescasseroli?
«Sono nato a Paglieta, ho sposato una donna di Villa Santa Maria e Pescasseroli è un posto dove vengo da 12 anni e di cui sono innamorato. Alcuni dicono che sto a Roma, ma io vivo qui dove ho preso anche casa. Se gli elettori lo vorranno sarò il sindaco che vive a Pescasseroli».
Quali saranno le priorità per Pescasseroli?
«La situazione è pesante. Questa lista civica è fatta di gente che lavora. Non ci sono dietro accordi di alcun genere. È una lista con 5 donne e 5 uomini. Personalmente penso che l’apporto delle donne sia fondamentale, perché loro vedono il mondo in modo diverso. Hanno quella praticità che a noi manca. Qui c’è bisogno di pragmatismo per affrontare i problemi di Pescasseroli. Ci sono in lista produttori, albergatori, allevatori, studenti. Insomma, persone abituate a risolvere questa situazione difficile determinata da spopolamento, crisi economica, carenza di immagine, dimenticanza da parte di chi ci governa. La montagna è dimenticata. Eppure ci sono delle potenzialità straordinarie».
Ha in mente un modo per salvaguardare e valorizzare i due grandi patrimoni del territorio, ovvero cultura e turismo?
«Bisogna non solo attrarre il turismo tradizionale, ma anche quello di élite, la convegnistica. Non c’è più turismo culturale e naturalistico, perché oltre al Premio Croce non si fa più nulla. Questo non può essere un luogo di turismo di massa, un luogo “mordi e fuggi”. A Pescasseroli stanno chiudendo gli alberghi».
Ma servono i fondi per superare questo stallo.
«Le possibilità economiche ci sono, non è vero che mancano i soldi, perché se fai dei progetti mirati i fondi arrivano, soprattutto dall’Europa. Sono certo che i finanziamenti per i progetti di sviluppo arriveranno».
E il Parco che ruolo avrà?
«Purtroppo non c’è più rapporto tra Comune e Parco. Pescasseroli è rimasto ai margini. Servono dei progetti condivisi. Tutela dell’ambiente e crescita non sono in contraddizione. La natura non deve essere intaccata, ma deve essere utilizzata per trovare progetti di sviluppo».
E per le nuove generazioni?
«Bisogna creare opportunità con lo sviluppo di scuole di formazione. È mai possibile che con uno dei centri alberghieri più grandi d’Italia bisogna andare a prendere i cuochi da altri territori? Io lavorerò per il superamento delle beghe e delle vecchie contrapposizioni. Problemi che vanno risolti, altrimenti Pescasseroli sarà condannato a spegnersi».
Il primo provvedimento che prenderà?
«Vivibilità, strade, cura del verde: queste le priorità per restituire dignità a Pescasseroli».
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