«Gare d’appalto fatte su misura» Primario e altri 2 sospesi dal gip

È il chirurgo vascolare Bafile. L’ordine del giudice è anche verso i funzionari D’Amico e Fruttaldo Il via da denunce dei colleghi e verifiche dell’Asl. L’azienda è parte offesa: «Fiducia nei magistrati»
L’AQUILA. È un luminare della chirurgia vascolare, primario dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila, conosciuto e stimato in tutto l’Abruzzo e non solo. Ma ora il medico aquilano Gennaro Bafile è finito nella bufera, indagato e sospeso dal servizio perché accusato di ritenersi «il deus ex machina degli appalti della Asl e di poter liberamente disporre degli esiti degli stessi a proprio piacimento, in spregio della normativa sull’evidenza pubblica». Parole che il giudice per le indagini preliminari Christian Corbi ha scritto nell’ordinanza della misura cautelare di sospensione dall’esercizio del pubblico servizio. Ordinanza che colpisce il primario 59enne, ma anche due funzionari dell’azienda sanitaria aquilana: Michela D’Amico, che è anche assessore a Castel di Sangro e già indagata in un altro procedimento sugli appalti Asl, e Carlo Fruttaldo, residente a Sora (Frosinone).
Tutti e tre sono indagati dalla Procura dell’Aquila per turbata libertà degli incanti in concorso fra loro. Ma Bafile anche per falso ideologico e concussione. Il pm Marco Maria Cellini aveva chiesto per tutti gli arresti domiciliari con divieto di comunicazione con soggetti diversi dai conviventi, ma il gip, pur ritenendo la sussistenza di «gravi indizi di colpevolezza» e «il rischio di reiterazione dei reati della medesima specie per i quali si procede», ha optato appunto per la sospensione dal servizio.
Nel motivare la decisione, il gip segnala due fatti particolari, emersi nelle indagini che hanno visto impegnati direttamente i carabinieri: la pubblicazione di un bando «su misura» da quasi un milione e mezzo di euro e le «minacce» a una multinazionale che da tempo fornisce protesi alla Asl (per questa vicenda vedi articolo nella pagina a fianco).
IL BANDO SU MISURA
È lo stesso giudice, nell’ordinanza, a parlare di «bando su misura» di una ditta. Si riferisce alla gara d’appalto della Asl per l’acquisto di neurotrasmettitori midollari, che partiva da una base d’asta di oltre 1,4 milioni di euro Iva inclusa. Il bando, pubblicato il 30 agosto del 2022, è stato scritto da Fruttaldo con D’Amico come Responsabile unico del procedimento (cofirmatario anche il dirigente dell’unità Acquisizione beni e servizi Paolo Spaziani, indagato ma a piede libero). Il bando chiedeva però una tipologia specifica di neurotrasmettitore, cioè «compatibile con Rm 3 Tesla, con stimolazione adattabile automaticamente alla posizione del paziente». Per il gip, «un bene dotato di siffatte caratteristiche non poteva che essere unicamente e univocamente riferibile a Medtronic spa». Sempre secondo l’ordinanza, dopo le proteste delle ditte concorrenti, il bando è stato modificato aggiungendo la parola «presumibilmente» accanto alle specifiche tecniche. Per il giudice, però, si è trattata di una «modificazione meramente formale», che «non ha inciso e non ha conformato il bando al rispetto del principio di concorrenza imposto dalla normativa europea e dal Codice degli appalti».
Alla fine la gara è stata annullata. Ma, sempre secondo l’ordinanza, gli indagati «hanno cessato la propria condotta criminosa» solo dopo le verifiche amministrative interne effettuate alla Asl, che hanno portato proprio alla revoca del bando. «È evidente, da un lato, la pervicacia dell’intento criminoso degli indagati e, dall’altro, la concezione degli stessi per la quale non vi è differenza tra gli atti di disposizione dei propri beni privati e quelli afferenti ai beni pubblici», aggiunge il gip.
ASL PARTE OFFESA
A far partire le indagini interne alla Asl e poi quelle degli inquirenti, sono stati gli stessi colleghi di Bafile. Innanzitutto il servizio di Farmacia aziendale, dopo le proteste di una ditta concorrente, aveva chiesto il rispetto del principio di equivalenza nella gara per i neurostimolatori. Poi è arrivato un esposto di un medico del San Salvatore. Da qui le verifiche interne e la revoca del bando. La Asl, almeno per quanto riguarda il bando in questione, è parte offesa. E ieri ha preso posizione: «La direzione aziendale esprime piena fiducia nell’operato della magistratura e massima collaborazione, con l’auspicio che sull’intera vicenda, che riguarda singoli episodi, venga fatta luce al più presto per chiarire ogni eventuale profilo di responsabilità, nell’interesse dei pazienti, dei professionisti coinvolti e di tutto il personale aziendale».
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