Gasdotto, il governo annulla la conferenza: il «sì» può attendere

Il viceministro De Vincenti accoglie la richiesta della Regione Convocato per mercoledì un nuovo confronto con la Snam
SULMONA. Il ministero dello Sviluppo economico ha annullato la conferenza dei servizi sulla centrale Snam, inizialmente prevista per martedì prossimo.
L’ufficialità è arrivata nella serata di ieri, dopo un’altra giornata di convulse consultazioni attorno al caso-metanodotto.
«La conferenza di servizi sulla realizzazione della centrale del gas di Sulmona è stata rinviata» ha riferito il vicepresidente della Regione, Giovanni Lolli, dopo la comunicazione del viceministro dello Sviluppo economico, Claudio De Vincenti.
«Il viceministro» ha aggiunto Lolli «ha risposto alla lettera della giunta regionale che aveva chiesto il rinvio della conferenza di servizi. Nel contempo, lo stesso viceministro ha convocato per mercoledì 1° ottobre un nuovo tavolo di confronto tra Ministero, Snam e Regioni interessate. Si tratta di un segnale positivo che la Regione Abruzzo accoglie con favore e che permette di portare avanti le nostre ragioni nel successivo confronto. Resta dunque immutata» ha continuato il vicepresidente Lolli «la nostra volontà di far valere le ragioni dello spostamento della centrale gas a Sulmona e del percorso del metanodotto che faremo valere sul tavolo del primo ottobre. Confermo fin da ora» ha concluso Lolli «la nostra posizione, che abbiamo sempre esplicitato in tutte le sedi istituzionali in maniera civile, ferma e ragionevole».
L’iter autorizzativo sull’impianto di Case Pente, a pochi passi dal cimitero di Sulmona, rallenta ancora una volta.
Il progetto che da anni scatena polemiche in Valle Peligna e nel resto della provincia prevede una centrale del gas da 75 bar con relativo gasdotto, fra Case Pente e Colle Savente, in un’area di 12 ettari a pochi passi dal cimitero sulmonese. Tre i turbocompressori previsti, da 11 megawatt l’uno, alti dieci metri; oltre a tre caldaie e un camino di 14 metri.
L’iter della Snam risale al 2004. Di recente lo stesso Lolli ha parlato di un progetto alternativo, che prevede lo spostamento del metanodotto e della centrale a Cupello, nel Chietino. Proposta che ha acceso un nuovo dibattito.
Ieri l’onorevole Gianni Melilla (Sel) è tornato a interrogare i ministri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico sulla necessità di bloccare la realizzazione della centrale in città. «Fermare ogni procedura autorizzativa in atto» evidenzia Melilla «e disporre la modifica del tracciato, escludendo la dorsale appenninica, a partire dalla disdetta della conferenza del 30 settembre».
Anche la senatrice Stefania Pezzopane (Pd) ha chiesto la revoca dell’appuntamento di martedì «per evitare di scrivere la parola fine sul caso Snam».
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