Gasdotto, primi spiragli dalla Boschi

La Casini, con D’Alfonso e Caruso, ieri a Palazzo Chigi: «Ho riscontrato disponibilità, sono fiduciosa sulla nostra battaglia»
SULMONA. Più di 45 minuti di colloquio per ribadire il no alla centrale della Snam e provare a strappare almeno l’impegno a una valutazione della questione.
Il sottosegretario alla Presidenza del consiglio dei ministri Maria Elena Boschi ha ricevuto ieri pomeriggio nella sua stanza di Palazzo Chigi la delegazione abruzzese, composta dai presidenti di Regione e Provincia, Luciano D’Alfonso e Angelo Caruso, e dal sindaco di Sulmona, Annamaria Casini. I tre sono arrivati in anticipo rispetto all’appuntamento delle 15, ma hanno dovuto aspettare le 15.45 prima di entrare nel sontuoso ufficio al primo piano di Palazzo Chigi. Qui li ha ricevuti direttamente la Boschi, con un tubino rosso porpora in crepe di seta e un décolleté color nude. Capelli sciolti e un filo di trucco, il sottosegretario ha chiesto al governatore D’Alfonso di spiegarle i motivi del colloquio. Dopo il suo intervento, coadiuvato da quello di Caruso, è toccato al sindaco difendere le ragioni del territorio, che da dieci anni dice no al progetto di metanodotto e centrale della Snam. La Casini ha ricordato alla Boschi di essersi dimessa per il via libera all’impianto di Case Pente, licenziato il 22 dicembre scorso dal governo. Dimissioni poi ritirate proprio il giorno prima di essere ricevuta a Palazzo Chigi. Qui al primo piano, lo stesso che ospita la stanza del presidente del consiglio dei ministri, Paolo Gentiloni, fra arazzi e mobili antichi, il sindaco ha spiegato i motivi del no. «Alla Boschi», riferisce Casini, «ho ribadito la contrarietà di un intero territorio al progetto Snam, spiegando tutte le motivazioni legate alla sicurezza sismica e salubrità dell'area, rimarcando la necessità di soluzioni alternative all'intero progetto. Al sottosegretario ho comunicato inoltre che stiamo portando avanti ricorso al Tar in modo coordinato con Regione e Provincia. Ho riscontrato disponibilità all'ascolto e ad approfondire i presupposti di quanto rappresentato. Sono fiduciosa che le ragioni del nostro territorio possano prevalere. Un passaggio che ha mostrato sinergia delle istituzioni locali rispetto alla gestione di questa vicenda». Per il presidente della Provincia, Caruso, «la volontà di approdare a una soluzione condivisa espressa dalla Boschi lascia ben sperare».
Proprio per meglio definire il ricorso al Tar contro la centrale, il sindaco Casini si è poi spostata dalla centralissima piazza Colonna ai Parioli per incontrare l’avvocato Alfonso Celotto, costituzionalista ed esperto in materie ambientali. «Ho avuto conferma che l'atto possiede il carattere della immediata lesività pertanto impugnabile autonomamente», aggiunge. Conferma, inoltre, l'opportunità di interventi ad adiuvandum da parte degli altri sindaci che incontrerà la prossima settimana. Continuerò la battaglia in modo determinato su tutti i fronti senza abbassare la guardia a difesa del territorio contro il progetto».
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