Genio civile, coro di proteste dall’Aquila

22 Giugno 2018

Tinari (FI), Marrelli e Trasatti (Cgil), Tempesta e Vespa (Ugl) contro la delibera della giunta regionale

L’AQUILA. «Non solo il presidente del consiglio comunale dell’Aquila, Roberto Tinari, ma anche Umberto Trasatti e Francesco Marrelli, della Cgil, e Simone Tempesta e Giuliana Vespa, dell’Ugl, contro la giunta regionale per la delibera che trasferisce le competenze Genio civile al Dipartimento Trasporti che ha sede a Pescara. «I servizi del Genio civile sono assegnati a un Dipartimento con centro decisionale a Pescara, il fatto che poi questo eserciti la sua competenza decisionale e operativa per il Genio Civile all’Aquila è una chiara conseguenza di una modalità di esercizio del potere decisionale la cui fonte, riaffermata nella delibera della giunta regionale, rimane a Pescara», affermano Trasatti e Morelli. «La Fp-Cgil aveva chiesto altro, ovvero che i servizi del Genio civile per l’importanza che rivestono su un tema fondamentale per questa città, come il sisma e la ricostruzione, rimanessero al Dipartimento con sede in all’Aquila. Il sindacato aveva poi chiesto, durante le riunioni informali avute su impulso del consigliere Pierpaolo Pietrucci, al consiglio regionale, che venissero ripristinate le corrette relazioni sindacali con l’istituzione dell’Organismo paritetico per l’innovazione. L’approvazione di questa delibera di giunta non è certo un elemento positivo per questa città, per cui la Fp-Cgil si riserva, in quanto firmataria del Contratto nazionale, di mettere in campo tutte le iniziative, anche legali, al fine di ripristinare l’equilibrio del riparto delle competenze regionali tra L’Aquila e Pescara».
Duro, contro Pietrucci e Giovanni Lolli, il presidente del consiglio, Tinari. «Presi in giro due volte. Sulla questione della riorganizzazione degli uffici regionali i consiglieri comunali dell’Aquila sono stati mortificati e ri-mortificati dal consigliere regionale Pietrucci e dal vice presidente Lolli. Ed è esecrabile la mancanza di rispetto istituzionale nei confronti dell’assemblea civica del capoluogo d’Abruzzo. Sono stati invitati al consiglio del 19 giugno e non sono venuti, senza dare spiegazioni. Pietrucci si è poi trincerato dietro a una nota per giustificare la delibera e rassicurare L’Aquila».
«Chiederemo la copia della documentazione ufficiale e ricorreremo in giudizio a tutela dei diritti e delle legittime ragioni di tutti gli abitanti dell'entroterra» è il commento di Tempesta e Vespa, dell’Ugl. «La situazione è fin troppo chiara altro che “allarmismi ingiustificati”. Non lasceremo solo il sindaco, Pierluigi Biondi, e non saremo spettatori passivi di questa nuova vergogna perpetrata ai danni del capoluogo».(v.p.)
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