Gente al bar e in piazza, scattano i controlli

12 Marzo 2020

Casini rilancia l’appello a stare a casa: questa grave emergenza impone a tutti di rispettare le direttive

SULMONA. Gli appelli a restare a casa si moltiplicano a livello nazionale e locale per l’emergenza Coronavirus, ma a Sulmona non tutti sembrano prenderli alla lettera o sul serio. Così ieri mattina, approfittando della giornata di sole con temperature miti rispetto al periodo, in molti si sono ritrovati in strada, chi a spasso per il corso, chi seduto al bar. Come i diversi avventori di un locale di piazza Garibaldi, coi tavolini al sole e diverse persone, per lo più pensionati, sedute a chiacchierare. Certo le distanze di sicurezza tra i tavoli c’erano, ma non si capisce la necessità di stare al bar mentre i casi di contagio aumentano in tutta la penisola, non risparmiando l’Abruzzo, né tanto meno il territorio. Così, mentre diverse attività commerciali, tra cui pizzerie, ristoranti e negozi di abbigliamento scelgono la chiusura volontaria, quelli che restano aperti mantengono misure di sicurezza molto rigide. Come nel caso della farmacia di piazza del Carmine, dove si può entrare solo due per volta e si deve fare la fila all’esterno mantenendo il metro di distanza l’uno dall’altro.
Ieri sera, poi, il solito gruppetto di anziani che si intrattiene a piazza XX Settembre fino all’ora di cena non ha mancato l’appuntamento nemmeno in questa fase di emergenza. Per questo il sindaco continua a fare appelli ai cittadini invitandoli a restare a casa e a non uscire se non strettamente necessario, sollecitando controlli da parte della polizia municipale sulle attività e sulle persone. «In questo momento di emergenza nazionale siamo chiamati a una grande prova di maturità, facendo fronte comune a una situazione inedita con grande senso di responsabilità, rispettando tutti scrupolosamente le misure prese dal governo, al fine di contenere la diffusione del coronavirus», dice il sindaco. «Il contenimento del contagio dipende dal comportamento di tutti noi».
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