Geometri, la protesta va avanti

1 Novembre 2015

Gli studenti annunciano altre iniziative contro la riforma della scuola voluta dal premier Renzi

L’AQUILA. Continua la protesta degli studenti dell’Itg (Istituto tecnico per geometri) contro la Buona Scuola del premier Matteo Renzi e del ministro Giannini. «Andremo avanti per affermare con determinazione tutto ciò che non si può condividere di questa riforma che non riesce a garantire l'insegnamento, la formazione scolastica e la preparazione utile ad ogni studente», spiega il rappresentante d’istituto, Riccardo Cicchetti. «Nei prossimi giorni ci sarà una grande mobilitazione degli studenti aquilani per fermare l’attenzione sui temi centrali della riforma. È nostra intenzione invitare tutti i rappresentanti delle istituzioni per poter favorire uno scambio importante di idee e di intenzioni alla presenza dei cittadini aquilani». I giovani invitano a partecipare alla protesta anche le famiglie. «Rivolgo un invito alla partecipazione alle famiglie e ai lavoratori per favorire un’iniziativa capace di interessare tutti su una tematica, quella della scuola, di fondamentale importanza», conclude Cicchetti. «Vogliamo anche esprimere solidarietà da parte degli studenti dell'istituto tecnico per geometri dell'Aquila alla città di Caserta e in particolare alle famiglie rimaste coinvolte dal crollo di una parte dell’Università».

Molti i motivi del malcontento degli studenti. In particolare i ragazzi si scagliano contro la figura del preside manager che può scegliere, almeno in parte, il suo staff di insegnanti. Ma, a non piacere ai giovani, sono anche l’aumento del costo dei libri di testo e l’introduzione delle ore di alternanza scuola-lavoro. I ragazzi sono anche preoccupati delle conseguenze del piano di assunzioni. A loro avviso, infatti, potrebbero esserci grossi ritardi nelle sostituzioni dei docenti che si assenteranno, proprio in seguito alle ultime immissioni in ruolo. Una riforma «calata dall’alto» che porterà, dunque, secondo i giovani, a un peggioramento del sistema scolastico. Secondo i ragazzi la legge 107 sulla riforma della scuola «aumenta le diseguaglianze, delegittimando l’autonomia scolastica e la rappresentanza di noi studenti, introducendo un’idea distorta di merito e di premialità. Infatti con la nuova legge i finanziamenti dei privati porteranno alla trasformazione dell’ambiente scolastico e aumenterà il potere dei dirigenti scolastici, tanto che non solo potranno scegliere gli insegnanti da assumere, ma addirittura intervenire anche sui loro metodi di insegnamento».

Michela Corridore

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