Gerosolimo esce allo scoperto: «Porterò in città cento eventi»

L’ex assessore regionale lancia la sua candidatura a sindaco: «Ci metto la faccia per amore di Sulmona Creeremo qui un laboratorio per le arti che produca cultura, ma vanno superate le contrapposizioni»
SULMONA . Ha tenuto tutti con il fiato sospeso fino all’ultimo, creando ad arte un’ attesa che ha inciso anche sulle scelte strategiche degli altri partiti. Ieri l’ex assessore regionale Andrea Gerosolimo ha sciolto ufficialmente ogni riserva: sarà lui il candidato sindaco per i civici di Sulmona, tentando di bissare la vittoria ottenuta cinque anni fa con l’allora esordiente in politica Annamaria Casini.
Gerosolimo completa così il quadro dei candidati sindaco che, salvo sorprese, saranno in tre a contendersi lo scranno più alto di Palazzo San Francesco. Le sette liste dei civici saranno rappresentate da Gerosolimo, mentre Gianfranco Di Piero sarà appoggiato da Pd, Italia viva, Sbic, Sinistra italiana, Movimento 5 Stelle e Azione che comporranno cinque liste. Il terzo candidato sindaco in lizza è Vittorio Masci sostenuto da Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia più alcune liste civiche che fanno riferimento al centrodestra. A spiegare i motivi della sua scesa in campo è lo stesso Gerosolimo che indica «nell’amore per Sulmona e i sulmonesi» la molla che lo ha spinto a «metterci la faccia» in prima persona. «Vorrei mettere al servizio della mia città e del territorio l’esperienza che ho maturato in questi anni di impegno politico e la rete di rapporti regionali e nazionali che si sono consolidati lungo questo percorso», afferma l’ex assessore regionale.
«Insieme agli amici e ai cittadini che hanno deciso di riporre fiducia in me, abbiamo costruito una coalizione composta da sette liste con 112 candidati pronti a battagliare sulle idee». Gerosolimo punta sulla pacificazione come stella polare che guiderà la sua azione. «Una città è forte se ha istituzioni forti e queste sono sempre deboli in un clima di guerriglia e di odio. Questa città ha disperatamente bisogno di concordia», spiega l’ex assessore regionale. «Con gli avversari di oggi, fermo restando che ognuno giocherà la sua partita chi di governo e chi di opposizione, cercherò sino allo stremo di creare un clima di confronto, perché le loro idee sono utili alla città quanto le mie e non è detto che non possano fondersi, quanto meno su temi specifici, per la soluzione di problemi o la realizzazione di progetti. E poi vorrei lavorare per rilanciare lo sviluppo e l’economia territoriale attraverso delle direttrici ben precise che sono il turismo, la cultura e l’arte. Viviamo in un palcoscenico di straordinaria e unica bellezza e dobbiamo fare in modo di sfruttare ciò che la natura e la storia ci hanno consegnato. Occorre mettere a sistema la bellezza, creare una cultura dell’accoglienza e costruire in modo manageriale una politica del turismo. Faremo di Sulmona la città dei cento eventi l’anno. Faremo della nostra città il laboratorio per imparare le arti e produrre cultura. Poi vorrei che ci fosse una attenzione particolare alla partecipazione al dibattito pubblico attraverso il coinvolgimento diretto della gente. Puntiamo ad un rapporto sempre più diretto tra cittadini ed istituzione».
Insomma ci sarà tanto da fare. «Anche sulla sanità e per mantenere il presidio di giustizia in città», conclude Gerosolimo. «Non ci mancano né le forze né l'entusiasmo per costruire un rapporto diretto con i cittadini, essere attenti alle loro esigenze e lavorare non solo per la difesa dell’esistente, ma per costruire una nuova prospettiva di sviluppo, un grande sogno che dovrà essere la prospettiva che impegnerà tutte le forze migliori del nostro territorio».
Sulla mancata ricandidatura del sindaco uscente è la stessa Casini a spiegarne le motivazioni: «Sono stati cinque anni e mezzo molto impegnativi con problematiche e difficoltà di varia natura», sottolinea, «proseguire un percorso amministrativo, a mio avviso molto soddisfacente, necessita di energie fresche e importanti. Io che oggi ho anche impegni soprattutto familiari, sono incompatibile con un ruolo così gravoso che dovrei affrontare e sostenere al meglio per i prossimi cinque anni».
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