Gestione chalet, nuovo scontro

4 Febbraio 2015

«Abbiamo investito soldi ed energie sulla struttura»

SULMONA. Potrebbe essere breve il passo dalla diffida al contenzioso giudiziario per la gestione dello chalet di Santo Onofrio. La partita dell’affidamento della piccola struttura ai piedi dell’eremo, che è al centro della commissione Bilancio di oggi, si complica. Dopo tre associazioni, fra i promotori della Fondazione Morrone, è arrivato anche il no di parte della minoranza alla gestione all’associazione celestiniana. Tocca proprio a Giulio Mastrogiuseppe, presidente del sodalizio che negli ultimi 15 anni ha reso fruibile l’area, chiarire le cose. «Ricordiamo che l'associazione celestiniana», premette, «oltre a vantare crediti documentati nei confronti del Comune per aver anticipato con mezzi propri le risorse per gli interventi atti a riaprire l'area secondo le prescrizioni della perizia geologica e del conseguente protocollo di sicurezza, resta a tutti gli effetti titolare della concessione per lo chalet e l'area circostante, come precisato nella diffida inviata al Comune». L’associazione ricorda l’impegno profuso finora. «Se oggi esiste la "questione celestiniana"», fa notare Mastrogiuseppe, «se il valore dell'esistenza di un'area legata alla presenza di Pietro da Morrone e dei celestini è diventato un fatto, se Celestino è tornato ad avere cittadinanza e residenza in città (vedi statua), se c'è un dibattito sul futuro di quel pezzo di territorio da noi chiamato "Distretto dello spirito", se esiste ancora la possibilità di annoverare l'Eremo tra i beni posseduti dall'amministrazione, se è stata restituita alla città, ai pellegrini, ai visitatori, ai turisti, la possibilità di accedere a quei luoghi, ci pare di poter affermare che il merito è soprattutto dell'oneroso attivismo dell'Associazione Celestiniana. Innumerevoli sono state le iniziative di cui l'associazione si è resa parte attiva negli ultimi 15 anni (anzi 30, da quando si costituì il primo nucleo). È opinabile la pretesa che oggi tutto venga rimesso in discussione perché ci sarebbero nuovi attori o altre proposte progettuali. Idee che ricalcano quanto da noi proposto nel 2006. Nello stesso tempo, siamo aperti a utili collaborazioni».

Federica Pantano

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