Gestione dei laghetti di Bagno Nardis ripercorre la vicenda

27 Dicembre 2019

L’AQUILA. A proposito delle recenti polemiche sulla gestione dei due laghi di Civita di Bagno, interviene Gabriele Nardis, ex presidente dell’amministrazione dell’uso civico di Bagno. «Il merito di...

L’AQUILA. A proposito delle recenti polemiche sulla gestione dei due laghi di Civita di Bagno, interviene Gabriele Nardis, ex presidente dell’amministrazione dell’uso civico di Bagno. «Il merito di aver posto e risolto il problema dell’appartenenza dei due laghi al demanio civico di Bagno è solo e soltanto del sottoscritto», afferma Nardis. «Il mio primo approccio con il problema avvenne negli ultimi anni Novanta del secolo scorso nella mia qualità di presidente dell’allora Consorzio d’irrigazione Bagno-Ocre. Mi sembrò strano che i due bacini fossero di proprietà privata e, quindi, cominciai a fare minuziose indagini storico-giuridiche. Non era facile dal momento che la stessa prefettura li aveva considerati di natura privatistica, emettendo, addirittura, dei decreti di esproprio, da ritenersi illegittimi e nulli, poiché i beni demaniali sono inalienabili, inusucapibili e inespropriabili. Accertai, pure, tra l’altro, che i due bacini non erano iscritti nel registro delle acque pubbliche e che catastalmente erano classificati uno come terreno sterile e l’altro come pascolo. Iniziai da un documento del 1891, scritto a mano su carta da bollo da 1 lira. Dopo aver acclarato in modo incontrovertibile che i due bacini lacuali erano di natura demaniale civica decisi di inoltrare ricorso al Commissariato regionale agli Usi Civici. Il ricorso del 2006 ha avuto il suo epilogo con la sentenza del 28 ottobre 2018 che ha accolto in toto le mie argomentate richieste. Con la citata sentenza alla Regione Abruzzo è stato semplicemente ordinato di reintegrare i due laghi di San Raniero e di San Giovanni all’Asbuc di Bagno. Questi sono i fatti».(g.p.)