Giocano a calcio nel sacrario delle vittime del terremoto

Sisma, il luogo simbolo all’Aquila: la denuncia. L’alpinista Boccabella: «Gesto inopportuno e irrispettoso verso chi ha perso la vita e le famiglie. Servono le telecamere»
L’AQUILA. Quattro calci al pallone. Non al solito campetto. Ma al Parco della memoria, sacrario delle vittime del sisma. L’ultima frontiera dell’urban style all’aquilana, che vede protagonisti alcuni giovani immortalati da Paolo Boccabella, fa discutere sull’opportunità o meno di giocare “a palleggi” in quello che, attualmente, è il principale luogo della memoria del 6 aprile 2009.
«PALLONE? NO GRAZIE»
«Domenica pomeriggio», racconta Boccabella, alpinista e storico animatore dell’associazione sportiva “I corridori del cielo”, «durante una passeggiata in città, mi è capitato di transitare a piazzale Paoli, dove sorge il monumento dedicato alle vittime del tragico sisma. Mentre percorrevo l’anello superiore alberato, ho notato dall’alto sei ragazzi intenti a giocare a pallone proprio sopra il sacrario, come documentato dalla foto. Una scena che ho trovato profondamente inopportuna e irrispettosa nei confronti della memoria delle vittime, i cui nomi sono incisi lungo il perimetro inferiore del monumento. Una condotta che, oltre a svilire il valore simbolico e commemorativo di quel luogo, rischia di trasformarsi in una vera e propria mancanza di rispetto verso chi ha perso la vita e verso il dolore delle famiglie. Non si tratta di una questione marginale né di un semplice richiamo al decoro urbano. In quei nomi sono ricordate anche numerose vittime innocenti, tra cui bambini che persero la vita proprio nelle immediate vicinanze, in via Campo di Fossa. È difficile accettare che un luogo consacrato alla loro memoria venga utilizzato come un campo da gioco, con il rischio che palloni e piedi finiscano persino sulle superfici che riportano quei nomi. Ritengo», aggiunge Boccabella, «che episodi del genere non possano essere liquidati con superficialità, né tollerati in nome di una presunta spensieratezza giovanile. Il rispetto per i luoghi della memoria dovrebbe essere un principio imprescindibile, tanto più quando si tratta di un luogo che custodisce il ricordo di una tragedia così dolorosa per l’intera comunità. Per queste ragioni, rivolgo un appello all’amministrazione comunale affinché intervenga con decisione, valutando l’installazione di sistemi di videosorveglianza e l’adozione di misure concrete per impedire il ripetersi di simili comportamenti. Sarebbe inoltre auspicabile predisporre un’adeguata segnaletica che richiami chiaramente al rispetto del sacrario e alla sacralità della memoria che esso rappresenta. La tutela di questo luogo non è soltanto una questione di ordine pubblico o di decoro, ma un dovere morale e civile nei confronti delle vittime, dei loro familiari e di tutta la cittadinanza. Mi auguro», conclude, «che questa segnalazione possa contribuire a richiamare l’attenzione delle istituzioni su una situazione che merita di essere affrontata con serietà e tempestività, affinché simili episodi non abbiano più a ripetersi».
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