Gioiello verde della città

2 Marzo 2017

Il progetto di riqualificazione prevede l’area pedonale e la Fontana Luminosa senza auto

L’AQUILA. Il parco del Castello (o Forte Spagnolo) diventerà un gioiello verde della città. C’è un progetto di riqualificazione per nuovi vialetti, piste ciclabili, percorsi natura e benessere, area giochi per bimbi e adulti (bocce, scacchi), nuovi arredi,con recinzione stile inglese (Hyde Park) e telecamere di sorveglianza. Costo: circa 2 milioni.

Idea del sindaco Massimo Cialente, progetto dell’architetto Giovanna Liberali, soldi di Marco Fanfani, presidente Fondazione Carispaq, e supervisione di Maria Alessandra Vittorini, soprintendente ai Beni culturali.

Il progetto di riqualificazione è stato presentato ieri mattina a Palazzo Fibbioni. C’è un primo impegno finanziario della Fondazione Carispaq di 1 milione di euro, per un costo complessivo del progetto (per ora sono esclusi la recinzione, il sistema di sicurezza di videsorveglianza e la pavimentazione di piazzale Medaglie d’Oro, l’ingresso lato Fontana Luminosa) che sfiora i 2 milioni di euro. «Ma la Fondazione è intenzionata a intervenire anche sulla seconda parte del progetto», ha sottolineato Marco Fanfani.

PEDONALIZZAZIONE. Il sindaco Cialente ha parlato di «pedonalizzazione» dell’intera area del Castello – quella esterna al parco, dove circolano le auto – e della Fontana Luminosa, «in modo da restituire, com’era storicamente, un ruolo centrale a quell’area, arricchita dall’Auditorium progettato da Renzo Piano. Il progetto prevede la pedonalizzazione della Fontana Luminosa, in modo da fare tutto un parco. Così la città sarà un’unica area, dalla Porta voluta da Adelchi Serena alla Fontana Luminosa».

L’assessore comunale all’Ambiente, Maurizio Capri, ha sottolineato come una volta che verrà restituito alla città anche il Parco del Sole, ci saranno aree molto grandi di verde, fruibili per tutte le età».

FILO ROTTO NEL 2009. «È come un filo spezzato nel 2009 e ora riannodato», ha sottolineato la soprintendente ai Beni culturali, Maria Alessandra Vittorini, «perché c’era già un progetto di riqualificazione dell’area parco del Forte Spagnolo».

UN PO’ DI STORIA. A ripercorrere la storia e le tappe del Castello e del suo parco, l’architetto Antonio Di Stefano, funzionario della Soprintendenza, che con delle slide ha illustrato le prime piante topografiche della città, con il Castello, ma solo rappresentate graficamente, mentre la prima vera pianta reale, risale al 1753. Per poi parlare della «pineta del Littorio, come veniva chiamata la pineta all’epoca fascista». E come l’intera area parco era «un foro boario, la sede del mercato cittadino e poi spazio per il baraccamento in seguito al terremoto della Marsica nel 1915».

IL FINANZIATORE. Il progetto è una co-produzione di idee del Comune e della Soprintendenza, i due enti co-proprietari dell’area, anche se interamente sotto il vincolo dei Beni culturali. Ma non si sarebbe fatto nulla se non ci fosse stato il sostegno finanziario della Fondazione Carispaq. «Siamo orgogliosi di poter partecipare a un simile progetto. Dopo il sisma», ha detto Fanfani, «il Castello è diventato il principale luogo di aggregazione sociale in prossimità del centro storico. Il progetto è stato sostenuto perché ispirato ai principi della eco-sostenibilità ambientale e della piena accessibilità di tutte le fasce della popolazione. Questo piano, concordato con Comune e Soprintendenza, si inserisce nella più ampia strategia di rivitalizzazione dell’intero centro storico. L’impegno della Fondazione, per ora, è di un milione di euro e i tempi di realizzazione sono stimati in un anno circa».

LA BUROCRAZIA. In tutto questo però, si inserisce la burocrazia: il progetto c’è, i soldi pure e anche il benestare della Soprintendenza. Mancano gli step del Comune. Nessuna assicurazione che il via libera ci sia prima delle elezioni.

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