Giorgi: niente tasse per almeno tre anni

24 Febbraio 2017

Le richieste del sindaco al governo: solo così eviteremo lo spopolamento e con le continue scosse la mia gente ormai vive nella tensione e nella paura

MONTEREALE. Una popolazione ormai allo stremo, sottoposta a uno sciame sismico senza fine che molla la presa per poche ore e poi torna a farsi sentire, come la scossa di 4.0 (poi rivalutata in 3.9 dall’Ingv) che ha svegliato nel cuore di domenica notte non solo Montereale, luogo dell’epicentro, ma anche Capitignano, Borbona, Cagnano Amiterno, Pizzoli, Barete e altri Comuni dell’Alta valle dell’Aterno. I sindaci lanciano l’allarme per le popolazioni ormai allo stremo. Nel Comune di Montereale cento persone ancora dormono nelle tensostrutture messe a disposizione non soltanto per le famiglie che hanno abitazioni danneggiate o poco sicure, ma anche per chi ha paura di tornare a dormire a casa. Una situazione quella di Montereale e degli altri Comuni dell’Alta Valle dell’Aterno, sempre più difficile anche sul fronte dello spopolamento. Dopo la chiusura per una frana della Statale 260, lunedì il sindaco Massimiliano Giorgi ha firmato un’ordinanza per la chiusura della provinciale verso Amatrice, dove ora c’è un edificio a rischio crollo. «Più si va avanti e più la situazione diventa difficile», denuncia Giorgi, «con lo sciame sismico che continua e la mia gente che ha ormai uno stato d’animo difficile da risollevare». E la paura del terremoto tiene lontane le presenze dai centri montani. «Rischiamo lo spopolamento», è il grido accorato del primi cittadino, «la priorità adesso è ottenere dal Governo nazionale un supporto totale sul fronte della tassazione per le attività commerciali, per gli artigiani, per i piccoli imprenditori, boscaioli, che con il loro lavoro fanno vivere questi territorio e che sono arrivati allo stremo delle forze. Non è sufficiente», incalza Giorgi, «semplicemente sospendere le tasse, occorrono misure più incisive. Per esempio un regime de minimis che superi i vincoli imposti dall’Unione europea, con l’esenzione dalle tasse per due o tre anni». Per questo Giorgi è andato con altri sindaci in Commissione Ambiente alla Camera dei Deputati, per chiedere un cambio di passo «altrimenti ricostruiremo fra dieci anni ma allora avremo soltanto delle case vuote». Non solo: Giorgi si è fatto portavoce anche di quei Comuni limitrofi che non sono stati inclusi nel decreto che imposta l’ultimo cratere sismico, pur avendo subìto tutte le conseguenze degli ultimi terremoti. È il caso di Cagnano Amiterno, Pizzoli, Barete, che contano decine di edifici danneggiati e che si trovano proprio nel cuore dello sciame sismico in corso. «Rispetto al terremoto del 18 gennaio tutti i Comuni del comprensorio sono rimasti seriamente danneggiati», conclude il sindaco di Montereale, «danni quantificabili con parametri oggettivi: occorre farli rientrare nel decreto entro i 60 giorni entro cui verrà convertito in legge».

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