Giornata della Memoria Sei medaglie d’onore

L’AQUILA. Sei medaglie d’onore, alla memoria di chi patì la deportazione nei lager nazisti, durante la Seconda guerra mondiale. I riconoscimenti sono stati conferiti nella sede della prefettura dell’A...
L’AQUILA. Sei medaglie d’onore, alla memoria di chi patì la deportazione nei lager nazisti, durante la Seconda guerra mondiale. I riconoscimenti sono stati conferiti nella sede della prefettura dell’Aquila, in occasione della Giornata della Memoria, che in tutto il mondo ricorda, il 27 gennaio di ogni anno, le vittime dell’Olocausto. Le medaglie d’onore sono state istituite con la legge 296 del 2006 e vengono conferite dal Capo dello Stato «ai cittadini italiani, sia militari che civili, deportati e internati nei campi di concentramento nazisti, destinati al lavoro coatto per l’economia di guerra, e ai familiari dei deceduti».
Quest’anno il riconoscimento è andato a sei militari, ormai scomparsi, tra cui quattro originari della provincia aquilana. Ecco i nomi: Vincenzo Cacchione, di San Benedetto dei Marsi, internato in Germania (Eisenach, Gerstungen), dal 10 settembre del 1943 al 23 luglio del 1945; Giovanni Casciotti, di Balsorano, internato in Germania dal 12 settembre del 1943 al primo aprile del 1945; Vincenzo Colaianni, di Barisciano, internato in Germania dal 9 settembre del 1943 al 23 giugno del 1045; Antonio Fanelli, di Grumo Appula (Bari), internato in Germania dal 9 settembre del 1943 al primo settembre del 1945; Carmine Milite, di Nocera Superiore (Salerno), internato nel Campo IV C dal primo ottobre del 1943 al primo aprile del 1945; Raffaele Venditti, di Civitella Roveto, internato in Germania dal primo settembre del 1943 al primo maggio del 1945.
La Giornata della Memoria, su designazione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, viene celebrata il 27 gennaio, il giorno del 1945 in cui le truppe dell’Armata Rossa impegnate nell’offensiva Vistola-Oder in direzione della Germania, arrivarono nel campo di concentramento di Auschwitz, in Polonia, liberandone i superstiti.
Romana Scopano
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