Giostra cavalleresca nel segno di Leonardo tra storia e leggenda

Il genio italiano si trovava a Sulmona nel 1501 durante la fiera Assieme a Trivulzio furono autori di uno “spionaggio” sulla lana
SULMONA. Una grande rivelazione che va ad arricchire la storia di Sulmona e della Giostra cavalleresca. Leonardo da Vinci, il grande genio italiano, sarebbe stato al centro di un possibile caso di “spy story” che si sarebbe consumato proprio a Sulmona attorno all’inizio del 1500, in occasione dell’antica Giostra cavalleresca che in quel periodo era una delle manifestazioni più importanti a livello nazionale.
L’evento infatti, attirava in città mercanti e cavalieri provenienti da ogni parte della penisola italiana. «Volo conoscere questo paese che tiene tanta cose belle a vedere», sarebbero queste le parole del grande Leonardo da Vinci che espresse nei confronti della città di Sulmona, riportate su un documento tornato al centro di accesi dibattiti proprio in questo mese in cui è in programma la XXVI edizione della Giostra cavalleresca moderna.
Ma a cosa si deve la relazione tra il genio italiano e Sulmona? Secondo quanto riferisce Fabio Valerio Maiorano, storico della deputazione abruzzese di storia patria, rispetto a uno studio già condotto nel tempo, l’illustre personaggio sarebbe giunto a Sulmona nel 1501 proprio durante una delle storiche fiere d’Italia che si teneva nel corso della Giostra, in compagnia del messere Paolo Trivulzio, mercante milanese che era solito acquistare delle coperte di lana nella città (celebre per le sue lavorazioni di lana e seta).
Il ritrovamento del documento, insieme ad alcuni disegni presenti nella royal library del Castello di Windsor, nei quali viene ritratta Sulmona sotto un temporale e il classico profilo del Gran Sasso (lo stesso che si ammira dalla statale 17, subito dopo la zona di Santa Rufina) attesterebbe la permanenza dei due ed i motivi del viaggio “sospetto”.
Il coinvolgimento di Leonardo era stato chiesto dallo stesso Trivulzio, con l’idea di realizzare bozzetti e trame per la creazione di coperte da esportare poi in Lombardia.
In realtà le capacità intellettive dell’artista gli permisero di ammirare l’efficacia dei telai che le riproducevano e di crearne conseguentemente dei propri.
E da quel preciso giorno Trivulzio non mise più piede a Sulmona e iniziò una sua personale produzione di coperte a Milano, grazie proprio al genio di Leonardo. E questo, secondo lo storico Maiorano, potrebbe essere considerato, quindi, uno dei primi casi di “spionaggio industriale” della storia.
Una vicenda che è emersa nel corso della presentazione della Regina d’Aragona della Giostra cavalleresca di Sulmona, che quest’anno sarà impersonata dall’attrice Nancy Brilli, tenutasi a Roma a Palazzo della Cancelleria presso il Museo “Mostra di Leonardo”, curato dal direttore Augusto Biagi. Presente all’incontro anche Annalisa Di Maria, storica tra i massimi esperti di Leonardo, la quale ha confermato la volontà di organizzare un convegno e una pubblicazione per approfondire l’affascinante storia tra Leonardo e la città di Sulmona.
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