Giovagnorio: è stato un tradimento politico

20 Dicembre 2021

Lo sconfitto: «Hanno prevalso interessi personali, i marsicani hanno perso la grande occasione»

L’AQUILA. «Una grande occasione persa». È il commento del sindaco di Tagliacozzo, Vincenzo Giovagnorio, dopo il risultato delle elezioni provinciali dell’Aquila. «La nostra sconfitta», ragiona Giovagnorio, «è stata determinata dal tradimento di forze politiche che credevamo, per natura, essere funzionali alla nostra coalizione, ma che invece hanno fatto prevalere aspetti e ripicche di ordine personalistico. Noi di Provincia in Europa abbiamo creduto che la Marsica potesse tornare a essere co-protagonista dell’azione politico-amministrativa della nostra provincia. E invece in molti amministratori locali sono prevalsi ancora una volta gli interessi partitici e, cosa ancor più grave, in alcuni casi gli interessi personali. Abbiamo perso la possibilità di una rappresentanza amministrativa per i nostri 130mila concittadini e per le nostre 37 municipalità». Giovagnorio ringrazia innanzitutto Gianni Di Pangrazio (sindaco sospeso di Avezzano, ndc), definendolo un «leone marsicano», e gli amministratori dell’intero territorio provinciale che «hanno voluto dimostrare coraggiosamente e liberamente la loro fiducia alla mia candidatura come presidente e alla nostra lista». Il sindaco di Tagliacozzo, comunque, considera il 47% dei consensi, a fronte di una «candidatura del tutto nuova, civica, senza grandi apparati di supporto» «un risultato di eccezionale prestigio e di enorme gratificazione personale».
«Al presidente Angelo Caruso», conclude Giovagnorio, «del quale non ho mai messo in dubbio la grande preparazione culturale e la non comune capacità amministrativa, rivolgo un sincero augurio di buon lavoro per questo secondo mandato». Gianni Di Pangrazio, dopo aver sottolineato che «è stata una competizione corretta ed entusiasmante», esprime un grande plauso a Giovagnorio, che «ha dimostrato coraggio, determinazione e grande impegno per la comunità tutta», riuscendo a raggiungere circa il 47% dei voti, «di pochi punti in percentuale contro un candidato come il presidente Caruso che, oltre ad avere tanto di suo, è stato appoggiato dai partiti che governano Regione e Provincia».
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