Giovane denuncia: mi hanno violentata

La 20enne si presenta al pronto soccorso accompagnata dal padre e racconta gli abusi subiti in casa da un uomo che conosce
SULMONA. È arrivata in ospedale insieme al padre raccontando ai medici del pronto soccorso di essere stata violentata per sette lunghe ore da un suo conoscente. Un racconto drammatico e allo stesso tempo pieno di particolari che la giovane, residente in città, avrebbe fornito al personale sanitario in servizio. Tanto che dal pronto soccorso è partita la chiamata ai carabinieri facendo scattare il codice rosso. La giovane, di 20 anni, è stata immediatamente sottoposta a una visita medica.
«È stato un uomo che conosco molto bene, venuto a trovarmi a casa, che approfittando del fatto che in quel momento ero sola mi ha violentato per tante ore senza che io potessi difendermi», avrebbe riferito la giovane prima ai medici e poi ai carabinieri di Sulmona che sulla vicenda hanno immediatamente avviato un’indagine per accertare la veridicità delle accuse e di conseguenza le responsabilità della persona accusata della violenza. La 20enne avrebbe, inoltre, precisato di aver cercato in tutte le maniere di sfuggire al suo aguzzino, ma senza successo, poiché in quei drammatici momenti, sarebbe rimasta bloccata psicologicamente, senza più forze, quasi assente mentre il suo conoscente approfittava di lei. Vista la delicatezza del caso i carabinieri mantengono il più stretto riserbo sull’intera vicenda, anche se già dalla giornata di ieri hanno avviato le indagini alla ricerca dei necessari riscontri per poter ricostruire i fatti.
E la priorità è stato rintracciare l’uomo indicato dalla giovane quale responsabile della violenza per avere risposte o chiarimenti in merito alle accuse che gli sono state mosse dalla presunta vittima. Ai carabinieri l’uomo dovrà spiegare in primo luogo dove si trovava nelle ore in cui sarebbe avvenuta la violenza, se effettivamente, era in compagnia della giovane, o se invece era da qualche altra parte.
Della delicata vicenda è stata informata anche la Procura di Sulmona. Subito dopo la visita in ospedale, la giovane è stata dimessa ed è tornata a casa. I medici le hanno consigliato di chiedere aiuto anche a una psicologa in grado di supportarla anche nei prossimi giorni per cercare di farle superare il peso della terribile esperienza denunciata. La ragazza ha potuto contare sul prezioso supporto del padre che le è rimasto sempre accanto, sostenendola nei momenti più difficili quando ha dovuto raccontare, prima ai medici e poi agli inquirenti, quelle terribili ore in balìa di quell’uomo.
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